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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23682/2026 del 26/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputata ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Perugia resa in sede di rinvio, che aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado riducendo la pena inflitta per il delitto di tentato furto in abitazione. Con il primo motivo ha denunciato violazione di norme processuali per l'omessa concessione del rinvio dell'udienza, richiesto dal difensore per concomitante impegno professionale. Con il secondo motivo ha dedotto violazione di norme penali e vizio di motivazione, sostenendo l'erronea qualificazione giuridica del fatto e contestando che gli atti commessi fossero idonei a integrare il tentato furto in abitazione. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato per tardività della richiesta di rinvio e il secondo motivo non consentito in cassazione perché diretto a mere doglianze di fatto e comunque aspecifico, trattandosi della pedissequa reiterazione di censure già disattese in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondato il motivo sul legittimo impedimento del difensore, perché la richiesta di rinvio non era tempestiva, essendo stata formulata ventisette giorni dopo la conoscenza dell'impegno professionale. Ha inoltre ritenuto indeducibile il motivo sulla qualificazione del fatto e sulla sussistenza del tentato furto in abitazione, perché basato su questioni di fatto non scrutinabili in legittimità e perché privo di specificità, risolvendosi nella riproposizione di doglianze già esaminate e respinte dal giudice di appello. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 420-ter c.p.p.

    La richiesta di rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore deve essere presentata tempestivamente, cioè prontamente e in un momento il più vicino possibile alla conoscenza definitiva dell'impedimento; se la comunicazione è tardiva, il rigetto del rinvio è legittimo.

Massime di principio

  • La domanda di rinvio dell'udienza per legittimo impedimento del difensore è ammissibile solo se formulata tempestivamente rispetto alla conoscenza dell'impedimento; una richiesta effettuata molti giorni dopo è tardiva e può essere legittimamente respinta.
  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si risolvano in una mera rilettura del fatto o nella contestazione dell'idoneità degli atti a integrare il reato, quando tali profili implichino un riesame del merito.
  • Il motivo di ricorso per cassazione deve essere specifico e confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata; la semplice riproposizione delle doglianze già dedotte in appello, se già disattese, integra un motivo apparente e rende il ricorso inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFurto
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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