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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39184/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che aveva rigettato il reclamo avverso il decreto del Magistrato di sorveglianza di Novara che aveva negato la concessione di permessi premio ex art. 30-ter l. 26 luglio 1975, n. 354. Il ricorrente deduceva: (i) violazione di legge e vizio di motivazione per non avere il Tribunale considerato il venir meno della presunzione assoluta di pericolosità dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 253/2019; (ii) omissione dell'attivazione officiosa dei poteri istruttori nonostante fossero stati allegati elementi fattuali (lettere di dissociazione, assenza di pendenze successive, dichiarazioni favorevoli ecc.); (iii) violazione del principio di irretroattività per l'applicazione, a suo dire, della disciplina 4-bis rispetto a reati già integralmente espiti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia correttamente applicato i principi richiamati dalla giurisprudenza e dalla Corte costituzionale: il permesso premio richiede la presenza congiunta di condotta regolare, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso agli scopi affettivi/culturali/lavorativi. Dopo la sentenza n. 253/2019 la presunzione di pericolosità per reati ostativi è relativa, ma richiede elementi concreti e obiettivi per essere superata; il Tribunale ha valutato quegli elementi e ha giudicato insufficienti le lettere di dissociazione, rilevando invece carenze oggettive (ripetuti rapporti disciplinari 2015-2019, rifiuto di attività lavorativa, comportamento non regolare, permanenza del regime 41-bis e mancanza di segni di revisione critica del passato). La valutazione è stata ritenuta esercizio di discrezionalità motivata correttamente. Tornese è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 30-ter, legge 26 luglio 1975, n. 354

    "Ai condannati che hanno tenuto regolare condotta ... e che non risultano socialmente pericolosi, il magistrato di sorveglianza, sentito il direttore dell'istituto, può concedere permessi premio ..."

    Stabilisce i requisiti per i permessi premio: condotta regolare, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso alla coltivazione di interessi affettivi/culturali/lavorativi; il giudice deve verificare questi presupposti acquisendo informazioni utili.

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354

    prescrizione del regime detentivo differenziato per detenuti appartenenti a organizzazioni criminali

    La permanenza del regime 41-bis non esclude in astratto la concessione di permessi, ma è elemento che influenza la valutazione della pericolosità sociale e la prognosi sull'abbandono dei vincoli mafiosi.

  • art. 4-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354

    "(riferimento normativo alla valutazione dei collegamenti con le organizzazioni criminali)"

    Prevede l'esigenza di valutare l'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata; dopo la giurisprudenza costituzionale la presenza di reati ostativi impone verifiche rigorose ma non automatica esclusione se emergono elementi concreti a favore del detenuto.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 253 del 2019

    "censura della presunzione assoluta di pericolosità per i condannati per reati ostativi"

    Ha trasformato in presunzione relativa la valutazione della perdurante pericolosità dei condannati per reati ostativi, imponendo che il detenuto possa cercare di superarla con elementi concreti; tuttavia la prova richiesta resta rigorosa e in molti casi necessita di verifiche istruttorie oggettive.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 20 del 2022

    "(riferimento alla proporzionalità degli oneri probatori tra non collaboranti per libera scelta o per impossibilità)"

    Conferma che la valutazione per l'accesso ai benefici non può fondarsi principalmente sull'atteggiamento soggettivo del detenuto; l'esame deve essere ancorato alla situazione oggettiva e ai relativi oneri probatori.

Massime di principio

  • La concessione del permesso premio richiede la presenza congiunta di tre requisiti: condotta regolare, assenza di pericolosità sociale e funzionalità del permesso rispetto al percorso trattamentale.
  • Dopo la sentenza n. 253/2019 la presunzione di pericolosità per reati ostativi è relativa: il detenuto deve allegare elementi concreti e oggettivi idonei a contrastarla, ma l'onere probatorio resta rigoroso e il giudice può integrare l'istruttoria d'ufficio.
  • Le lettere di dissociazione o dichiarazioni soggettive, se non supportate da elementi oggettivi (assenza di pendenze, comportamento carcerario stabile e collaborazioni da terzi, progetto di reinserimento, valutazioni delle autorità competenti), raramente sono sufficienti a superare la presunzione di collegamenti con la criminalità organizzata.
  • La permanenza del regime 41-bis è un elemento rilevante che pesa nella valutazione della pericolosità sociale e della prognosi di non riattivazione di collegamenti mafiosi.
  • Il giudice della sorveglianza deve acquisire informazioni da Procure competenti e dalle autorità (es. Comitato per l'ordine e la sicurezza) e può e deve procedere ad ulteriori indagini istruttorie quando le allegazioni del detenuto non risultano decisamente convincenti.

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