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Ordinanza

Ordinanza n. 1591/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia, Sez. I, n. 4193/2025, nonché nota amministrativa del 31 marzo 2026 adottata in esecuzione delle misure cautelari d’appello

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (operatore economico)

Prevale il privato

La controversia

La capogruppo di un’ATI ha appellato la sentenza del TAR Lombardia n. 4193/2025, chiedendone la riforma. In una precedente ordinanza cautelare, il Consiglio di Stato aveva sospeso l’esecutività della sentenza limitatamente alla caducazione della convenzione stipulata tra due operatori economici, stabilendo che la convenzione avrebbe dovuto essere automaticamente caducata soltanto se uno degli operatori fosse risultato escluso dalla procedura, all’esito di un contraddittorio con entrambi gli operatori. Nel corso dell’esecuzione, l’amministrazione ha adottato una nota del 31 marzo 2026 con cui ha dato atto che, all’esito del contraddittorio, non erano emerse cause ostative ai sensi dell’art. 80 d.lgs. 50/2016, sollecitando ulteriori deduzioni e disponendo o confermando, secondo quanto contestato, la sospensione della convenzione. L’istante ha quindi chiesto l’esecuzione delle misure cautelari, sostenendo che la precedente ordinanza non consentisse la sospensione della convenzione prima della conclusione definitiva del procedimento di verifica dell’eventuale esclusione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente l’istanza di esecuzione delle misure cautelari. Ha rilevato che il procedimento amministrativo di verifica dell’eventuale esclusione non era ancora concluso e ha interpretato la precedente ordinanza cautelare nel senso che la caducazione della convenzione potesse avvenire soltanto dopo la decisione definitiva sulla mancata esclusione dell’operatore interessato. Di conseguenza, ha dichiarato inefficace la nota del 31 marzo 2026 limitatamente alla parte in cui aveva disposto o confermato la sospensione della convenzione. Non ha invece dichiarato inefficace la nota nella sua interezza. Le spese della fase sono state compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale dell’istanza cautelare nel giudizio d’appello.

  • art. 80 d.lgs. 50/2016

    Richiamato quale parametro per la verifica dell’esistenza di cause ostative all’ammissione o alla permanenza dell’operatore nella procedura; l’amministrazione non aveva ancora concluso definitivamente tale verifica.

Massime di principio

  • Quando un’ordinanza cautelare subordina la caducazione di un contratto o di una convenzione all’esito di un procedimento amministrativo di verifica dell’esclusione di un operatore economico, la caducazione può intervenire soltanto dopo la decisione definitiva dell’amministrazione sulla mancata esclusione, non durante un procedimento ancora pendente.
  • L’atto adottato dall’amministrazione in esecuzione di una misura cautelare deve essere interpretato e verificato alla luce dell’effettivo contenuto conformativo dell’ordinanza; è inefficace la parte dell’atto amministrativo che anticipi gli effetti sostanziali subordinati dal giudice alla conclusione definitiva del procedimento.
  • La pendenza del contraddittorio procedimentale e l’assenza di una decisione amministrativa conclusiva impediscono di considerare perfezionato il presupposto cui il giudice cautelare abbia subordinato la caducazione di un contratto o di una convenzione.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneRito appalti e sorte del contrattoTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieCause di esclusione
IstitutiTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietà

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