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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45231/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 16/12/2021 che aveva dichiarato inammissibile l'istanza per i rimedi risarcitori ex art. 35-ter O.P. relativi al periodo di detenzione antecedente al 19/02/2013. Il Tribunale aveva ritenuto che quel periodo non rientrasse nel titolo attualmente in esecuzione, che sussistesse una cesura tra le esecuzioni e che la domanda fosse stata proposta oltre sei mesi dall'entrata in vigore della norma. Il ricorrente ha dedotto che non vi era cesura nel titolo perché il periodo intermedio era caratterizzato da affidamento in prova (poi revocato) e perché le successivi operazioni di cumulo inglobano la detenzione contestata nel titolo in esecuzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di sorveglianza per un nuovo giudizio. La motivazione del Tribunale è stata ritenuta carente: si è evidenziato che il Tribunale si è limitato a rilevare una mera cesura temporale senza valutare adeguatamente la complessa successione dei titoli esecutivi e dei provvedimenti di cumulo/unificazione che potrebbero far rientrare il periodo pre-19/02/2013 nel titolo attualmente in esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 35-ter Ordinamento Penitenziario

    La domanda risarcitoria ex art. 35-ter può estendersi a periodi detentivi anteriori all'attualità del trattamento degradante purché la detenzione sia riconducibile a un titolo ricompreso in un complessivo provvedimento di unificazione/cumulo; è inammissibile solo se riferita a un periodo eseguito con titolo estraneo a quello in esecuzione o se l'esecuzione pregressa è del tutto slegata da quella in corso.

  • principio giurisprudenziale della Corte di Cassazione (Sez. I, giurisprudenza citata)

    La Corte ha richiamato precedenti pronunce secondo cui l'ammissibilità della domanda risarcitoria non richiede necessariamente l'attualità del trattamento, ma la riconducibilità del periodo oggetto della domanda al titolo attualmente in esecuzione tramite cumulo/unificazione; la mera cesura temporale non esclude l'ammissibilità se manca una cesura nel titolo esecutivo.

Massime di principio

  • La richiesta di risarcimento ex art. 35-ter O.P. può riguardare periodi di detenzione anteriori purché tali periodi siano riconducibili al titolo attualmente in esecuzione tramite provvedimenti di cumulo o unificazione.
  • Una cesura temporale tra periodi di detenzione non è, di per sé, sufficiente a dichiarare inammissibile la domanda: occorre verificare se esista una cesura nel titolo esecutivo (cioè se le esecuzioni siano effettivamente scollegate).
  • Eventi come affidamento in prova poi revocato o provvedimenti cautelari che ripristinano la detenzione possono incidere sulla continuità dell'esecuzione e devono essere esaminati nel dettaglio nella ricostruzione del cumulo.
  • Il giudice di merito è tenuto a motivare dettagliatamente la ricostruzione delle successive esecuzioni e dei provvedimenti di cumulo/unificazione; una motivazione generica è causa di annullamento da parte della Cassazione.
  • In presenza di profili cronologici e procedurali complessi, se il giudice non compie l'analisi necessaria, la Corte di Cassazione annulla e rinvia perché il Tribunale verifichi concretamente l'esistenza o meno di una cesura nel titolo esecutivo.

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