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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 3184/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di merito che aveva rigettato le domande dell'acquirente (Gunoz) per inadempimento, risoluzione del contratto, riduzione del prezzo e risarcimento danni relative alla vendita di torcitoi. I motivi di ricorso in Cassazione riguardavano (i) la presunta nullità della consulenza tecnica d'ufficio (CTU) svolta in Turchia senza rogatoria, in violazione della Convenzione dell'Aja del 18/3/1970 e degli artt. 203 e 204 c.p.c.; (ii) l'errata applicazione dei doveri di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) e delle norme sulla conformità e rimedi contrattuali (art. 1453, 1476, 1490, 1497, 1220 c.c.), atteso che la ricorrente aveva rifiutato l'offerta del venditore di sostituire contenitori che producevano polvere, lamentando comunque inefficienza delle macchine (velocità, polverosità, dimensione bobine).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la CTU svolta senza rogatoria rappresenta, ai fini della validità processuale, una nullità di natura relativa (tutelante interessi delle parti) e, pertanto, è sanata se non fatta valere nella prima istanza o nella prima difesa successiva al deposito delle relazioni tecniche. Sul merito la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito: i macchinari erano conformi al contratto; la produzione eccessiva di polvere era riconducibile ai contenitori lisci che Savio si era offerta di sostituire e la ricorrente aveva rifiutato tale sostituzione senza giustificare un onere sproporzionato. Il rifiuto è stato considerato contrario ai doveri di correttezza e buona fede, per cui non è stato riconosciuto alcun inadempimento della venditrice. Ricorrente condannata alle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 1175 c.c.

    Obbligo di diligenza e comportamento secondo buona fede nella esecuzione delle obbligazioni; la Corte ha ritenuto che impone anche il dovere di cooperare e di accettare rimedi ragionevoli proposti dalla controparte purché non comportino sacrifici apprezzabili.

  • art. 1375 c.c.

    Buona fede nei contratti; usata dalla Corte per legittimare l'obbligo della parte di evitare comportamenti che impediscano la soddisfazione dell'interesse altrui se ciò non implica oneri sproporzionati.

  • art. 17 condizioni generali di vendita (clausola contrattuale)

    la garanzia è limitata alla sostituzione o riparazione delle parti difettose per difetti di produzione e/o materiale…

    Clausola negoziale che limita la garanzia dell'acquirente alla riparazione o sostituzione delle parti difettose; i giudici l'hanno ritenuta rilevante per escludere altri rimedi (risoluzione o riduzione del prezzo) cui l'acquirente aveva rinunciato contrattualmente.

  • artt. 203 e 204 c.p.c.

    Regole sull'assunzione di prove all'estero e sull'osservanza della lex loci per atti istruttori: la Corte ha precisato che le eventuali violazioni procedurali relative alle operazioni peritali costituiscono nullità relativa, salvo diversa disposizione di ordine pubblico.

  • art. 157 c.p.c.

    Norma sulla rilevabilità delle nullità: la Corte ha richiamato il principio per cui le nullità relative devono essere eccepite tempestivamente dalla parte interessata, pena la sanatoria per acquiescenza.

  • Convenzione dell'Aja del 18 marzo 1970

    Regola le modalità di assunzione della prova all'estero tramite rogatoria; la Corte ha ritenuto che la violazione della convenzione integra una nullità relativa e non di ordine pubblico rilevabile d'ufficio.

  • artt. 1453, 1476, 1490, 1497, 1220 c.c.

    Norme richiamate dall'appellante relative ai rimedi per inadempimento e difetti della cosa venduta; la Corte le ha considerate nel quadro complessivo, ma ha escluso la sussistenza dei presupposti per l'applicazione dei rimedi prospettati dall'acquirente alla luce della conformità accertata e dell'offerta di riparazione/sostituzione.

Massime di principio

  • La nullità di atti istruttori eseguiti all'estero senza rogatoria (o con violazione delle formalità) è generalmente qualificata come nullità relativa: deve essere eccepita immediatamente (prima istanza o prima difesa successiva al deposito dell'atto) altrimenti è sanata per acquiescenza.
  • Le clausole contrattuali che limitano la garanzia alla riparazione o sostituzione delle parti difettose sono rilevanti e possono escludere altri rimedi (risoluzione, riduzione prezzo) se valide e richiamate dal giudice.
  • I doveri di correttezza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.) possono obbligare la parte a collaborare e ad accettare rimedi ragionevoli proposti dall'altra parte (es. sostituzione componenti) quando tale comportamento non comporta oneri o rischi sproporzionati: il giudice di merito valuta il bilanciamento degli interessi.
  • La valutazione sull'eventuale inadempimento e sull'adeguatezza delle soluzioni alternative offerte è rimessa al giudice di merito e le sue valutazioni di fatto sono difficilmente sindacabili in sede di legittimità, salvo vizi di diritto.
  • Se il compratore rifiuta senza giustificazione una soluzione che, secondo consulenza tecnica e prove, avrebbe eliminato il difetto lamentato, perde possibilità di ottenere la risoluzione o il risarcimento per quell'inadempimento.
  • Le nullità poste a tutela degli interessi delle parti (e non di ordine pubblico) non sono rilevabili d'ufficio e possono essere considerate sanate se la parte interessata non le eccepisce tempestivamente.

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