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Sentenza

Sentenza del 13/05/2015 n. 9693 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle entrate e ha confermato, in via definitiva, l'esclusione del dissalatore e della centrale termoelettrica dal calcolo della rendita catastale degli stabilimenti. Ha inoltre condannato l'Agenzia a rimborsare alle società resistenti le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 8.000 euro per ciascuna società, oltre 200 euro per esborsi e accessori di legge.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sardegna sostenendo che, nella determinazione della rendita catastale di una raffineria industriale, dovessero essere inclusi anche il dissalatore, la centrale elettrica e i relativi impianti e macchinari, in quanto strutturalmente collegati ed essenziali alla destinazione economica dell'opificio. La Corte ha però ritenuto inammissibile il quesito di diritto formulato dall'Agenzia, perché astratto e non adeguatamente riferito alla concreta ratio decidendi della sentenza impugnata, la quale aveva escluso sia l'elemento strutturale sia l'essenzialità funzionale degli impianti rispetto alla raffineria.

Norme richiamate

  • R.D.L. 13 aprile 1939, n. 652, artt. 1, 4, 5, 10 e 11

    La rendita catastale deve essere determinata con riferimento alle unità immobiliari e agli elementi che ne costituiscono parte integrante.

    Nella stima catastale degli opifici industriali rilevano gli impianti e i macchinari che costituiscono parte dell'unità immobiliare perché strutturalmente integrati o imprescindibili per la sua funzione. Non devono invece essere automaticamente inclusi i beni mobili o separabili che rappresentano componenti dell'azienda produttiva, ma non dell'immobile.

  • D.P.R. 1 dicembre 1949, n. 1142, artt. 20 e seguenti

    Le disposizioni disciplinano i criteri e le modalità di determinazione della rendita catastale, anche mediante stima diretta per gli opifici e gli immobili industriali.

  • Codice di procedura civile, art. 366-bis

    Per le sentenze soggette al regime transitorio applicabile, il quesito di diritto doveva indicare in modo concreto i fatti rilevanti, la regola applicata dal giudice di merito e quella ritenuta corretta dal ricorrente. Un quesito astratto o non collegato alla motivazione della sentenza comportava l'inammissibilità del ricorso.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    La denuncia di violazione o falsa applicazione di legge deve confrontarsi puntualmente con la regola giuridica effettivamente applicata nella sentenza impugnata; non è sufficiente prospettare una regola generale senza contestare adeguatamente la concreta motivazione del giudice.

Massime di principio

  • Ai fini della rendita catastale di un opificio, un impianto o macchinario va incluso quando è strutturalmente integrato nell'immobile oppure quando, pur essendo separabile o imbullonato, è indispensabile e funzionalmente inscindibile dall'unità produttiva.
  • La mera presenza fisica nello stabilimento o il rilevante valore economico dell'impianto non sono sufficienti per includerlo nella rendita catastale: occorre verificare il suo effettivo collegamento strutturale e la sua indispensabilità rispetto all'immobile.
  • Se una funzione produttiva, come la fornitura di acqua o energia, può essere svolta acquistando il relativo servizio da terzi senza modificare la natura dell'opificio, il relativo impianto interno può essere considerato non essenziale ai fini catastali.
  • È utile distinguere tra beni che costituiscono elementi dell'unità immobiliare, rilevanti per la rendita catastale, e beni che fanno parte del complesso aziendale, la cui consistenza economica si riflette nella valutazione dell'azienda e non necessariamente in quella catastale dell'immobile.
  • Nel ricorso per cassazione la censura deve confrontarsi direttamente con la motivazione della sentenza impugnata. Un quesito o motivo generico, astratto o non calibrato sui fatti e sulle argomentazioni concretamente esaminate può essere dichiarato inammissibile senza esame del merito.

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