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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45869/2022 del 02/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione contro l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame del decreto di sequestro preventivo emesso il 3/05/2022 (sequestro di beni fino a concorrenza di euro 47.000, forma diretta di euro 14.763,48 e carta reddito di cittadinanza) per reati in materia di stupefacenti e di indebita percezione del reddito di cittadinanza. Il ricorrente contestava la carenza di fumus commissi delicti e di periculum in mora (sostenendo che le accuse poggiavano solo su intercettazioni e non erano stati escussi gli acquirenti), la mancata motivazione sulla determinazione dell'importo di 47.000 euro e rilevava che il sequestro ostacolava l'apertura di un conto corrente; inoltre sosteneva che l'interesse all'impugnazione riguarda il provvedimento cautelare in sé, non solo i suoi effetti concreti.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato in punto di diritto relativamente alla sussistenza dell'interesse ad impugnare. Ha affermato il principio secondo cui il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di somme di denaro (per la natura fungibile del bene) e il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente determinano, indipendentemente dalla loro esecuzione materiale, una lesione immediata della sfera giuridica del destinatario, giustificando un'immediata possibilità di riesame in ordine alla legittimità e alla corretta quantificazione del vincolo. Ne è conseguito l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio al Tribunale di Ragusa per nuovo esame della richiesta di riesame ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    "...dalla data di esecuzione o dalla diversa data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'avvenuto sequestro."

    La norma individua il dies a quo per proporre il riesame; la Corte distingue però la decorrenza del termine (che non può precedere l'esecuzione o la conoscenza) dalla sussistenza dell'interesse concreto ad impugnare, che in caso di sequestro su somme o su vincolo di valore può esistere anche prima dell'effettiva esecuzione

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamata per il principio generale che l'impugnazione richiede un interesse, ossia un pregiudizio attuale e concreto derivante dal provvedimento impugnato

  • art. 13 CEDU

    Richiamato per il principio del diritto ad un ricorso effettivo dinanzi a un'istanza nazionale; la Corte usa la tutela europea per giustificare la necessità di adeguate garanzie procedurali rispetto a misure cautelari patrimoniali

  • art. 1 Protocollo 1 CEDU

    Invocato in relazione alla tutela dei diritti di proprietà; la Corte sottolinea che valori patrimoniali e aspettative legittime rientrano nella nozione di "beni" e giustificano verifica immediata se sottoposti a vincolo

  • art. 41 e art. 42 Cost.

    Riferiti per evidenziare la rilevanza costituzionale della libertà di iniziativa economica e della proprietà privata, interessi che la limitazione patrimoniale del sequestro può comprimere

  • Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (Lucci)

    Giurisprudenza richiamata per il principio che la confisca di somme di denaro costituenti profitto o prezzo del reato va qualificata come confisca diretta e non richiede la prova della derivazione diretta della specifica somma sequestrata dal reato

  • Sez. U, n. 27777 del 11/07/2006 (Marseglia)

    Decisione citata in relazione alla decorrenza del termine per impugnare (esecuzione o effettiva conoscenza), utilizzata per distinguere decorrenza del termine e sussistenza dell'interesse

  • Norme penali e regolamentari richiamate a supporto del sequestro

    artt. 110, 81 cod. pen., art. 73 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 7 d.l. 28/01/2019 n.4 conv. L. 28/03/2019 n.26, art. 640-bis cod. pen.

    Indicano i reati contestati che hanno fondato il decreto di sequestro (traffico di stupefacenti e delitti economico-patrimoniali), da cui il giudice aveva tratto il presupposto per la quantificazione del profitto/valore da sottoporre a vincolo

Massime di principio

  • Distinguere sempre la decorrenza del termine per impugnare (che decorre dall'esecuzione o dalla effettiva conoscenza del sequestro) dalla sussistenza dell'interesse concreto ad impugnare: l'interesse può sussistere anche prima dell'esecuzione quando il sequestro crea un vincolo di valore immediatamente lesivo.
  • Se il sequestro è finalizzato alla confisca diretta di somme di denaro (o ha natura di confisca per equivalente), il vincolo di valore sui futuri accrescimentos patrimoniali produce un pregiudizio immediato che legittima il ricorso per riesame anche prima del reperimento materiale delle somme.
  • Per i beni diversi dal denaro, la confisca diretta richiede l'individuazione di un nesso causale tra il reimpiego e il reato; la confisca per equivalente è strumento surrogatorio applicabile nei casi di "novazione oggettiva" previsti dalla legge.
  • Il giudice che dispone il sequestro deve motivare adeguatamente la determinazione del quantum posto a vincolo; in sede di riesame occorre valutare fumus commissi delicti e periculum in mora e la congruità della quantificazione.
  • In situazioni pratiche analoghe è utile documentare e provare il pregiudizio concreto (es. impedimenti bancari, blocco di entrate future) e contestare espressamente la natura del sequestro (diretto vs. per equivalente) e la mancanza di nesso causale per l'aggressione di beni non monetari.

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