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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30963/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (struttura sanitaria)

La controversia

La società, titolare di un rapporto di accreditamento per l’erogazione di prestazioni RSA a carico del Servizio sanitario, ha convenuto l’azienda sanitaria chiedendo che l’accordo contrattuale triennale stipulato nel 2018 fosse interpretato e applicato secondo buona fede in modo adeguatore, tenendo conto dell’emergenza Covid-19. In particolare domandava: il riconoscimento della tariffa massima giornaliera prevista per i pazienti riabilitativi per tutti i degenti e fino al termine dell’emergenza; l’erogazione di un acconto pari al 95% del fatturato storico sulle future prestazioni; l’autorizzazione a utilizzare in convenzione tutti gli 80 posti letto accreditati fino alla scadenza degli accordi. La società sosteneva che non si trattasse di rinegoziazione del contratto, ma di interpretazione secondo buona fede e di applicazione delle clausole elastiche già pattuite, per riequilibrare un rapporto divenuto eccessivamente oneroso per i maggiori costi e le minori entrate causati dalla pandemia. Le controparti eccepivano il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, sostenendo che la pretesa incidesse su contenuti unilaterali di un provvedimento amministrativo di natura concessoria e sulla programmazione sanitaria, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Hanno ritenuto che la controversia riguardi esclusivamente l’interpretazione e l’esecuzione di un accordo contrattuale già concluso tra una struttura privata accreditata e l’azienda sanitaria, avente contenuto meramente patrimoniale, senza coinvolgere l’esercizio di poteri autoritativi o discrezionali della pubblica amministrazione. Le domande, pur formulate come interpretazione secondo buona fede e adeguamento del rapporto per sopravvenienze pandemiche, mirano a ottenere un maggiore riconoscimento economico nell’ambito del rapporto paritetico di concessione di pubblico servizio. Il giudizio dovrà quindi proseguire dinanzi al Tribunale ordinario di Trieste.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 104 del 2010

    indennità, canoni o altri corrispettivi

    Le controversie aventi ad oggetto corrispettivi dovuti in esecuzione di un rapporto concessorio o di accreditamento, quando restano sul piano patrimoniale e non implicano esercizio di poteri autoritativi, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

  • Corte cost. n. 204 del 2004

    È richiamata quale criterio di riparto della giurisdizione nelle controversie relative a rapporti di concessione di pubblico servizio con contenuto patrimoniale e paritetico.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative a rapporti di accreditamento sanitario, la giurisdizione ordinaria sussiste quando la domanda concerne il corrispettivo o l’interpretazione del contratto già perfezionato e non investe l’esercizio di poteri autoritativi o discrezionali dell’amministrazione.
  • La qualificazione della domanda va compiuta in base al petitum sostanziale: se la parte chiede il riconoscimento di maggiori importi o l’adeguamento di condizioni economiche nell’ambito di un rapporto già in essere, la lite resta nella fase esecutiva del rapporto e appartiene al giudice ordinario.
  • L’eventuale verifica se l’adeguamento richiesto sia effettivamente dovuto secondo il contratto e i criteri interpretativi è questione di merito, non di giurisdizione.
  • La presenza di sopravvenienze eccezionali che incidano sull’equilibrio economico del contratto non sposta automaticamente la controversia al giudice amministrativo, se la domanda resta confinata all’interpretazione ed esecuzione dell’accordo tra le parti.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione
RamiProcesso civile
IstitutiBuona fede e correttezza

Testo integrale

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