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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30930/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

Un lavoratore aveva ottenuto decreto ingiuntivo per il pagamento di maggiorazioni retributive connesse ai turni avvicendati, comprensive anche della mezzora di refezione retribuita prevista dal CCNL Metalmeccanici Industria, per un importo complessivo di euro 1.317,75. La societe0 datrice di lavoro propose opposizione, ma sia il Tribunale sia la Corte d'appello di Catania la respinsero, ritenendo che l'accordo sindacale del 9.5.2007, relativo ai 21 turni dello stabilimento, non avesse derogato in peius alla disciplina collettiva e non integrasse una rinuncia espressa o tacita del lavoratore alla maggiorazione sulla mezzora mensa. In Cassazione la societe0 dedusse: 1) violazione degli artt. 1175, 1225, 1227 e 1375 c.c., sostenendo che l'inerzia protratta del lavoratore e l'affidamento in buona fede da essa ingenerato avrebbero determinato la perdita della situazione soggettiva, anche senza rinuncia tacita espressa; 2) violazione degli artt. 1175 e 1375 c.c. e vizio motivazionale, lamentando l'omesso esame di fatti decisivi che avrebbero reso l'inerzia del lavoratore abqualificatabb, tra cui il mancato conteggio per anni della maggiorazione, l'assenza di rivendicazioni individuali o collettive e la scelta sindacale di non equiparare il trattamento di Catania a quello di Agrate.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile e comunque infondato il primo motivo perche9, pur formalmente prospettato come violazione di legge, mirava in realte0 a una rivalutazione del materiale probatorio e delle circostanze di fatto gie0 esaminate dai giudici di merito. Ha inoltre affermato che la mera inerzia o il ritardo nell'esercizio del diritto non bastano a configurare una rinuncia tacita, occorrendo comportamenti concludenti univoci, e che l'affidamento del debitore non puf2 da solo estinguere il diritto. Il secondo motivo e8 stato ritenuto infondato: la Corte ha rilevato che ricorreva una "doppia conforme" e che il giudice di merito aveva comunque esaminato i fatti allegati, valorizzando l'accordo sindacale, le deposizioni testimoniali e l'ignoranza del lavoratore fino al 2009 circa la spettanza della maggiorazione. c8 stata quindi confermata la condanna della societe0 al pagamento delle spese del giudizio di legittimite0 e dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1175 c.c.

    richiamato in tema di correttezza e lealte0 nell'esecuzione del rapporto, ma non ritenuto violato dalla mera inerzia del creditore

  • art. 1225 c.c.

    evocato dalla ricorrente senza incidere sulla decisione; la Corte ha escluso che il ritardo nella pretesa estingua il diritto

  • art. 1227 c.c.

    evocato dalla ricorrente senza rilievo decisivo nella fattispecie

  • art. 1375 c.c.

    utilizzato per ribadire che buona fede e correttezza non consentono di desumere una rinuncia tacita dal solo silenzio o ritardo

  • art. 360 c.p.c.

    richiamato per affermare che la deduzione della falsa applicazione di legge non puf2 tradursi in una richiesta di nuova valutazione del fatto

  • art. 360, comma 1, nn. 3 e 5 c.p.c.

    evocato nei motivi di ricorso per violazione di legge e omesso esame di fatti decisivi

  • art. 348-ter, commi 4 e 5 c.p.c.

    applicato per la disciplina del ricorso in presenza di sentenza d'appello conforme alla decisione di primo grado

  • art. 5, comma 8, CCNL Metalmeccanici Industria

    norma collettiva ritenuta applicabile e non derogata dall'accordo sindacale; la mezz'ora mensa va considerata nel calcolo delle maggiorazioni

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    richiamato per l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato per la procedura camerale non partecipata

Massime di principio

  • La mera inerzia del titolare di un diritto, anche se protratta e idonea a generare affidamento nella controparte, non integra di per se9 rinuncia tacita: occorrono comportamenti concludenti univoci e incompatibili con la volonte0 di avvalersi del diritto.
  • Il ritardo nell'esercizio del diritto non estingue il diritto stesso; puf2 rilevare, al pif9, sul piano della prescrizione, non potendo essere trasformato in una perdita della situazione soggettiva sulla base di standards sociali o di mera tolleranza del creditore.
  • Gli usi o le prassi aziendali possono derogare alla contrattazione collettiva solo in senso migliorativo per i lavoratori; una prassi peggiorativa o meramente omissiva non puf2 consolidarsi in un uso idoneo a comprimere diritti previsti dal CCNL.
  • In presenza di doppia conforme, il ricorso per cassazione non puf2 essere usato per una rivalutazione del fatto o delle prove, salvo che il ricorrente indichi specifiche e diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni.
  • Il giudice di merito soddisfa l'obbligo motivazionale quando indica gli elementi probatori ritenuti decisivi; non e8 tenuto a confutare una per una tutte le risultanze non accolte, salvo che esse siano decisive per una diversa soluzione della controversia.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRRicorso per cassazione
RamiLavoroProcesso civileContratti
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

Testo integrale

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