Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37825/2022 del 06/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per omicidio volontario e porto/ detenzione illegale d'arma, contestando in particolare: 1) la sussistenza dell'aggravante della premeditazione (art. 577, co.1 n.3 c.p.), lamentando mancanza di motivazione sulle prove che dimostrerebbero un proposito criminoso protratto nel tempo e la confusione tra mera preordinazione e premeditazione; 2) il diniego delle circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.), contestandone la valutazione come irragionevole, e sostenendo che la confessione e la collaborazione processuale avrebbero dovuto portare al riconoscimento, almeno in prevalenza, delle attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato le decisioni di merito. Motivazione: la Corte ha ritenuto correttamente dimostrata la premeditazione sulla base del complesso probatorio (sopralluoghi, studio dei movimenti della vittima, uso di utenza 'coperta', coinvolgimento e collaborazione della Gaggiani, procura dell'arma, conoscenza delle telecamere, rapidità e modalità dell'azione) che denotano non mera preordinazione ma una deliberazione prolungata e stabile nella volontà di uccidere. Quanto alle attenuanti generiche, la Cassazione ha condiviso la valutazione che la confessione sia stata tardiva e strumentale (preceduta da calunnia contro terzi) e pertanto incapace di dimostrare reale resipiscenza; conseguentemente è legittimo il diniego delle attenuanti. Dispositivo: ricorso respinto; conferma della condanna all'ergastolo e delle statuizioni civili; condanna del ricorrente alle spese processuali e alla rifusione delle spese delle parti civili.

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Norma che definisce il reato di omicidio volontario: la Corte ha ritenuto provata la responsabilità per omicidio ai sensi di tale norma.

  • art. 577, co.1 n.3 cod. pen.

    Norma sulle circostanze aggravanti (tra cui la premeditazione). La Corte ha interpretato che la fattispecie concreta presentava i segni della premeditazione (deliberazione coltivata nel tempo e permanenza del proposito), distinguendola dalla mera preordinazione.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma che disciplina il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto che la confessione del reo fosse tardiva e strumentale e quindi non idonea, di per sé, a fondare il riconoscimento delle attenuanti.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena (tra cui 'gravità del reato' e 'capacità a delinquere'). La Corte ha richiamato l'art.133 quale riferimento per valutare se la confessione incida sulla capacità a delinquere e giustifichi attenuanti.

  • decreto legislativo luogotenenziale n. 288 del 14.9.1944

    Rinvio storico alla disciplina delle attenuanti atipiche; utilizzato in motivazione per spiegare la natura e i limiti del potere discrezionale del giudice nel riconoscere attenuanti non espressamente previste.

Massime di principio

  • Distinzione premeditazione vs preordinazione: la premeditazione richiede non solo l'apprestamento dei mezzi ma una deliberazione stabile e protratta nel tempo; elementi tipici sono sopralluoghi, studio delle abitudini della vittima, uso di utenze nascoste, coinvolgimento di complici o azioni per eludere le telecamere, e la procura di un'arma adeguata.
  • Sul piano probatorio, la valutazione complessiva degli indizi (sequenza temporale, velocità dell'azione, incongruenze nella versione difensiva, tracce investigative come tabulati e video) può legittimamente fondare la conclusione sulla premeditazione; in Cassazione non si rivede il merito se la motivazione è logica e congrua.
  • Confessione e attenuanti generiche: la confessione è rilevante ma non automatica per ottenere attenuanti; occorre che sia tempestiva, sincera e indicativa di reale ravvedimento; confessioni tardive o precedute da calunnie possono essere ritenute strumentali e non idonee a mitigare la pena.
  • Strategia difensiva nei casi di contestazione della premeditazione: per impugnare con successo bisogna dimostrare carenze specifiche e prospettabili nella motivazione (contraddizioni logiche, omissioni sulle prove decisive, impossibilità temporale della formazione del proposito), non limitarsi a contestazioni generiche sui fatti.
  • Se si contesta la dinamica (es. colluttazione vs agguato), è essenziale contrapporre perizie o risultati che mettano in crisi la ricostruzione sequenziale impiegata dal giudice (medico-legali, consulenze tecniche) e mostrare che la motivazione di merito non ha affrontato o ha travisato tali elementi.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.