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Sentenza

Sentenza n. 2009/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202300484

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di sgombero e rimozione delle strutture mantenute sull’area demaniale marittima oltre il periodo di efficacia della concessione stagionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La concessionaria ha impugnato l’ordinanza comunale n. 69 dell’11 gennaio 2023, sostenendo che le opere fossero regolarmente assentite sotto il profilo edilizio, funzionali all’attività balneare e facilmente amovibili, e che l’ordine fosse perciò illegittimo e sproporzionato. Ha contestato i presupposti per l’applicazione degli artt. 54 e 1161 cod. nav., l’assenza di un concreto pregiudizio ambientale o paesaggistico e la regolarità degli accertamenti, lamentando che il sopralluogo fosse avvenuto senza la sua partecipazione. Ha inoltre dedotto che alcuni manufatti non fossero riconducibili alla propria responsabilità o fossero esterni all’area concessa. La concessione era efficace dal 1° maggio al 31 ottobre di ciascun anno; la società non ha indicato un ulteriore titolo per mantenere le strutture sull’arenile nel restante periodo.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso e condannato la ricorrente a rifondere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Capitaneria di Porto di Corigliano Calabro le spese, liquidate in euro 2.000,00 oltre accessori di legge se dovuti. Ha chiarito che la controversia riguardava l’occupazione del demanio oltre la durata della concessione, non la conformità edilizia: il titolo edilizio consente la realizzazione dell’opera, ma non sostituisce il titolo necessario per occupare e utilizzare il bene pubblico. La precarietà o amovibilità dei manufatti non elimina tale necessità. Accertata la permanenza delle strutture fuori dal periodo coperto dalla concessione e in mancanza di altro titolo, il Comune poteva esercitare i poteri di tutela e ripristino; non era necessario provare un ulteriore danno ambientale o paesaggistico, poiché l’atto si fondava sull’occupazione senza titolo. La censura relativa alla mancata partecipazione al sopralluogo è stata respinta: l’accertamento era meramente ricognitivo e la società non ha indicato quali elementi avrebbe potuto rappresentare né dimostrato che la partecipazione avrebbe inciso sull’esito. Sono state infine respinte le contestazioni sulla riferibilità e sulla collocazione dei manufatti, perché generiche e prive di adeguato supporto probatorio, a fronte di accertamenti amministrativi non efficacemente smentiti.

Norme richiamate

  • artt. 54 e 1161 cod. nav.

    Pertanto, una volta accertata la permanenza dei manufatti sul demanio oltre il termine di efficacia della concessione, l’Amministrazione era legittimata ad esercitare i poteri di tutela e ripristino previsti dall’ordinamento.

    L’accertata permanenza di manufatti sul demanio marittimo oltre il periodo coperto dalla concessione, in assenza di un altro titolo, legittima l’amministrazione a esercitare i poteri di tutela e ripristino.

Massime di principio

  • Il titolo edilizio e la concessione demaniale operano su piani distinti: la conformità urbanistico-edilizia di un manufatto non autorizza l’occupazione o l’utilizzazione del bene demaniale in assenza di un valido titolo concessorio.
  • La facile amovibilità o precarietà costruttiva di una struttura non esonera dall’obbligo di munirsi di un titolo idoneo a coprire l’intero periodo di permanenza sul bene demaniale.
  • Quando la concessione demaniale è stagionale, la permanenza dei manufatti sul demanio fuori dal periodo di efficacia del titolo, senza un titolo ulteriore, consente all’amministrazione di adottare misure di tutela e ripristino; non occorre dimostrare uno specifico danno ambientale o paesaggistico se il provvedimento è fondato sull’occupazione senza titolo.
  • La mancata partecipazione del privato a un sopralluogo meramente ricognitivo non comporta, di per sé, l’illegittimità dell’atto: occorre indicare quali elementi concreti si sarebbero potuti rappresentare e in che modo avrebbero potuto incidere sull’esito del procedimento.
  • Contestazioni sulla riferibilità dei manufatti o sulla loro collocazione rispetto all’area concessa, se formulate genericamente e senza adeguati elementi probatori, non sono sufficienti a superare l’attendibilità degli accertamenti amministrativi non efficacemente smentiti.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittime
RamiDemanio e patrimonio pubblico
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoPartecipazione procedimentale

Testo integrale

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