Cassazione Civile, Ordinanza n. 11366/2026 del 27/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (datore di lavoro)
La controversia
Un lavoratore ha chiesto l'accertamento del diritto all'inquadramento nel livello 3B dell'Area di riferimento previsto dal contratto collettivo del settore nettezza urbana aziende private (FISE), con conseguente condanna della datrice di lavoro al pagamento delle differenze retributive. La domanda si fondava sul rilievo che le mansioni effettivamente svolte consistevano, secondo il ricorrente, nella guida di un mezzo compattatore che, per le sue caratteristiche, richiedeva il possesso della sola patente di categoria B e doveva essere ricondotto al livello superiore. La Corte d'appello ha invece escluso che il mezzo condotto fosse un autocompattatore/compattatore in senso rilevante per il contratto collettivo, ritenendo corretto l'inquadramento nel livello inferiore. In cassazione il lavoratore ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 15 del c.c.n.l., censurando l'interpretazione della declaratoria contrattuale e sostenendo che le mansioni dovevano essere sussunte nel 3° livello dell'Area spazzamento. La società si è costituita con controricorso.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura perché la declaratoria collettiva richiamata dal ricorrente, per il profilo decisivo, richiedeva la conduzione di un "compattatore"; la Corte d'appello aveva accertato in fatto che il mezzo utilizzato dal lavoratore non presentava tali caratteristiche, trattandosi di un veicolo di tipo "Ministar B". Il ricorso non ha validamente attaccato tale accertamento di merito, ma si è limitato a contrapporre una diversa lettura delle prove, inammissibile in sede di legittimità. La Corte ha aggiunto che restava assorbita la questione di improcedibilità per il deposito del contratto collettivo solo in estratto. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e sono stati dichiarati i presupposti per l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 15 c.c.n.l. settore nettezza urbana aziende private (FISE)
La declaratoria collettiva richiedeva, per il livello rivendicato, la conduzione di un compattatore; poiché il mezzo utilizzato non presentava tale caratteristica, il superiore inquadramento non spettava.
art. 369, comma 2, n. 4 c.p.c.
La Corte ha richiamato, solo in via assorbita, il principio secondo cui il contratto collettivo, ai fini del ricorso per cassazione, deve essere depositato integralmente e non solo in estratto.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002
In caso di rigetto del ricorso, ricorrono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
art. 13, comma 1 bis, d.P.R. n. 115 del 2002
È richiamato come parametro del contributo unificato dovuto per il ricorso.
Massime di principio
- In sede di legittimità non è consentito rimettere in discussione l'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito sulle caratteristiche delle mansioni o del mezzo utilizzato, contrapponendo una diversa lettura delle prove.
- Quando la declaratoria contrattuale collettiva collega un determinato inquadramento a uno specifico requisito fattuale, la mancanza di quel requisito accertata in fatto esclude il diritto al livello superiore.
- Il sindacato della Corte di cassazione sulla valutazione delle prove è limitato al controllo di correttezza logico-giuridica della motivazione, non potendo trasformarsi in un nuovo giudizio di merito.
- La censura relativa all'interpretazione del contratto collettivo può essere assorbita se il ricorso è comunque infondato per la mancata critica dell'accertamento di fatto decisivo.
- Il deposito del contratto collettivo in cassazione deve avvenire in forma integrale quando il relativo testo è necessario a sorreggere il motivo di ricorso.
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