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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42327/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti lamentavano carenza di motivazione della Corte d'appello: la sentenza non avrebbe valutato adeguatamente che alcune lesioni della vittima erano compatibili con i pugni e i calci che la vittima stessa (Hrvatic) aveva inferto contro l'autovettura e la porta del locale prima dell'arrivo delle Forze dell'Ordine, mentre altre lesioni erano compatibili con i colpi inferti dalla donna che lo accompagnava (Zanier). In sostanza veniva contestata la riconducibilità causale delle lesioni alle condotte degli imputati, alla luce del dinamismo mostrato dalla persona offesa e dell'aggressività di terzi, profili trattati in appello ma non esaminati adeguatamente nella motivazione della Corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato lacune argomentative della sentenza impugnata riguardo alla valutazione della riconducibilità delle lesioni e, preso atto che non risultano emergere cause di non punibilità ai sensi dell'art. 129, comma 2 c.p.p., e considerata la sospensione di 136 giorni, ha accertato che il termine di prescrizione del reato è maturato in data 8 novembre 2021. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio agli effetti penali perché il reato si è estinto per prescrizione. Inoltre la sentenza è stata annullata anche agli effetti civili e rinviata per nuovo giudizio al giudice civile competente (ai sensi dell'art. 622 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    nei limiti richiesti dall'art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamo ai limiti formali entro cui è stato proposto il motivo di cassazione (contenuti e delimitazione delle doglianze ammesse)

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    trasmesse le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale ai sensi dell'art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    norma procedurale che ha consentito la trasmissione delle conclusioni scritte del Procuratore generale in relazione all'udienza di cassazione, utilizzata dalla Corte per acquisire le conclusioni sulla ammissibilità

  • art. 129, secondo comma, cod. proc. pen.

    non emergendo in termini evidenti cause di non punibilità di cui all'art. 129, secondo comma, cod. proc. pen.

    la Corte ha verificato che non sussistevano cause estintive o di non punibilità rilevanti ai fini della decisione sostanziale, pur rilevando lacune motivazionali tali da incidere sulla riconducibilità delle lesioni

  • art. 622 cod. proc. pen.

    la norma è stata richiamata per disporre le conseguenze processuali civili dell'annullamento (rinvio al giudice civile per nuovo giudizio sulle pretese risarcitorie)

Massime di principio

  • Se emergono elementi che pongono ragionevole dubbio sulla riconducibilità causale delle lesioni agli imputati (es. condotte aggressive della vittima o di terzi) il giudice di merito deve affrontare esplicitamente e motivare tali profili: l'omissione può determinare l'annullamento della decisione in cassazione.
  • La prescrizione può maturare anche in presenza di sospensioni processuali; è essenziale calcolare e considerare eventuali periodi di sospensione quando si valutano gli effetti estintivi del tempo sulla punibilità.
  • L'annullamento per prescrizione estingue gli effetti penali della sentenza ma non risolve automaticamente le pretese civili: spesso la Cassazione annulla anche gli effetti civili disponendo il rinvio al giudice civile per un nuovo esame.
  • In casi con concorso di condotte (vittima che reagisce, intervento di terzi), la difesa dovrebbe documentare e valorizzare specifiche dichiarazioni testimoniali e elementi probatori che possano supportare l'alternativa causale; il giudice deve valutare la probabilità relativa delle fonti delle lesioni.
  • I motivi di cassazione devono essere formulati entro i limiti previsti dalla normativa processuale (es. art. 173 disp. att.), ma se il motivo è fondato su omissioni argomentative rilevanti la Suprema Corte può annullare anche senza rinvio per effetti estintivi come la prescrizione.

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