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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32976/2023 del 28/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gli istanti avevano ottenuto dal Tribunale di Napoli, Giudice dell'esecuzione, la revoca dell'ordine di esecuzione (demolizione) relativo a un manufatto abusivo sito in Ercolano (part. 1966, mq 629) originariamente oggetto di sentenza di condanna a carico di Madonna Maria Giuseppa. Il Procuratore impugnava l'ordinanza sostenendo, in primo luogo, che il giudice non avesse verificato la legittimazione degli istanti a chiedere la revoca, atteso che l'immobile era stato acquisito al patrimonio comunale con determina n. 29015/2005; in secondo luogo che il giudice non avesse applicato correttamente il principio per cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se sussiste un concreto e attuale interesse pubblico ostativo alla demolizione e che non fosse stata verificata l'inefficacia o l'incompatibilità dell'ordine con atti amministrativi (ossia la presunta impossibilità di ottenere il condono, avendo il Parco Nazionale del Vesuvio espresso parere negativo e il Comune formato un preavviso di rigetto).

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore ritenendolo fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, con rinvio al Tribunale di Napoli, Giudice dell'esecuzione, perché riesamini la questione. La Corte ha richiamato i principi secondo cui: a) l'acquisizione dell'opera al patrimonio disponibile del Comune non rende automaticamente inammissibile l'ordine di demolizione: solo una delibera consiliare che dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici può giustificare il mantenimento dell'opera; in mancanza, il procedimento amministrativo sanzionatorio ha come esito obbligato la demolizione a spese del responsabile; b) l'ordine di demolizione emesso con sentenza penale è riesaminabile in fase esecutiva e può essere revocato solo se "assolutamente incompatibile" con atti amministrativi o giurisdizionali che abbiano conferito diversa destinazione o abbiano disposto la sanatoria; può essere sospeso solo se, sulla base di elementi concreti, è ragionevolmente prevedibile l'adozione imminente di un provvedimento amministrativo o giurisdizionale in insanabile contrasto. Nel caso concreto la Corte ha rilevato carenza di motivazione: il giudice dell'esecuzione non ha valutato se gli istanti avessero interesse alla domanda di revoca dopo l'acquisizione comunale né ha accertato se, alla luce del parere negativo dell'Ente Parco e del preavviso di rigetto comunale, sussistesse una "assoluta incompatibilità" tale da giustificare la revoca o, eventualmente, la sospensione. Pertanto la sentenza è stata annullata e il procedimento rimandato al giudice di merito per le verifiche indicate.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380/2001, art. 31, comma 5

    l'opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico

    L'acquisizione dell'opera abusiva al patrimonio comunale non impedisce automaticamente l'esecuzione della demolizione disposta dalla sentenza penale: solo una deliberazione consiliare che riconosca prevalenti interessi pubblici o la sussistenza di rilevanti vincoli (urbanistici/ambientali/idrogeologici) può giustificare il mantenimento dell'opera.

  • Principio giurisprudenziale richiamato dalla Corte di Cassazione

    l'ordine di demolizione emesso con sentenza penale può essere revocato esclusivamente se risulta assolutamente incompatibile con atti amministrativi o giurisdizionali ... mentre può essere sospeso solo quando sia ragionevolmente prevedibile, sulla base di elementi concreti, che nel giro di brevissimo tempo sia adottato un provvedimento in insanabile contrasto

    La giurisprudenza richiede un accertamento concreto e motivato: la mera pendenza di procedure amministrative o giurisdizionali non è sufficiente per sospendere o revocare l'ordine di demolizione, salvo l'esistenza di atti o di una prevedibilità concreta e imminente di provvedimenti che rendano l'ordine incompatibile.

Massime di principio

  • Se l'immobile oggetto di condanna è stato acquisito al patrimonio comunale, il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimazione/interest degli istanti: in assenza di una delibera consiliare che dichiari prevalenti interessi pubblici a mantenere l'opera, l'interesse degli originari responsabili è in gran parte privo di rilevanza e l'esito amministrativo tendente alla demolizione persiste.
  • L'ordine di demolizione pronunciato con sentenza penale può essere revocato solo se esiste una incompatibilità assoluta con atti amministrativi o giurisdizionali (per esempio sanatoria o diversa destinazione formalmente conferita); in mancanza, la revoca non è ammissibile.
  • La sospensione dell'esecuzione è possibile solo se vi sono elementi concreti che rendono ragionevolmente prevedibile l'adozione, in tempi brevi, di un atto amministrativo o giurisdizionale in insanabile contrasto con l'ordine di demolizione; la mera possibilità o la semplice pendenza di istanze (es. condono) non basta.
  • Il giudice dell'esecuzione ha l'onere di esaminare in modo motivato: (a) l'esistenza di atti amministrativi o giurisdizionali rilevanti (es. delibera consiliare, pareri vincolanti di enti di tutela), (b) la probabilità di esito positivo e i tempi di definizione di procedure di condono/sanatoria, e (c) l'eventuale incidenza di vincoli paesaggistici/urbanistici/idrogeologici sulla compatibilità dell'opera con il territorio.
  • In presenza di un parere negativo di un ente vincolistico (es. Parco Nazionale) e di un preavviso di rigetto comunale, è presumibilmente basso il fondamento di una istanza di condono: il giudice deve valutarne la concreta ragionevole probabilità prima di sospendere o revocare l'ordine di demolizione.

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