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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46672/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione esclusivamente per presunte violazioni di norme processuali connesse al diniego di utilizzabilità di dichiarazioni testimoniali rese davanti ad altro magistrato. La difesa deduce che, a seguito della comunicazione del rinvio d'udienza nel periodo emergenziale da Covid-19, non era stata specificata la mutata composizione del collegio giudicante, circostanza che le avrebbe impedito di valutare con serenità se chiedere ulteriori mezzi di prova. Invocata a supporto la pronuncia delle Sezioni Unite "Bajrami".

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che la difesa non avesse dedotto una nullità né chiesto la rinnovazione della prova in secondo grado; la mancata comunicazione del mutamento del collegio non crea un diritto astratto alla rinnovazione della prova. Il ricorso è stato giudicato generico e non riconducibile alle fattispecie dell'art. 606, comma 1, lett. c) c.p.p. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali, tenuta a sostenere le spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p., e condannata al versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 2

    Norma sostanziale relativa al reato per cui l'imputata era stata condannata; richiamata come riferimento del procedimento penale oggetto del ricorso.

  • codice di procedura penale, art. 525, comma 2

    Principio dell'immutabilità del giudice: la Corte osserva che la giurisprudenza non riconosce un diritto astratto alla rinnovazione della prova in caso di mutamento del collegio, salvo motivata richiesta difensiva e valutazione dei presupposti.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. c)

    Norma che individua i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha ritenuto che la prospettazione difensiva non rientrasse nell'ambito applicativo di tale lett. perché mancava la specifica deduzione di nullità o una richiesta di rinnovazione della prova.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma richiamata per l'onere delle spese del procedimento a carico della parte ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per condannare la ricorrente al pagamento delle spese.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione ai presupposti per l'applicazione delle sanzioni pecuniarie accessorie; la Corte ha valutato che il ricorso non fosse privo di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ha comunque disposto un versamento equitativo alla Cassa delle Ammende.

  • Sezioni Unite, pronuncia "Bajrami" (Sez. U, n. 41736 del 10/10/2019, Rv. 276754-02)

    Giurisprudenza citata dalla difesa: la Corte di Cassazione la richiama per affermare che non esiste un diritto astratto alla rinnovazione della prova per il solo mutamento del collegio, a prescindere da una motivata richiesta difensiva.

Massime di principio

  • Il mutamento della composizione del collegio giudicante non determina automaticamente il diritto alla rinnovazione della prova: è necessaria una specifica, motivata richiesta difensiva e la valutazione del concreto pregiudizio.
  • La mancata comunicazione di un mutamento del collegio, da sola, non legittima l'annullamento o la rinnovazione delle prove se non è dimostrato un effettivo pregiudizio o non è stata tempestivamente chiesta la rinnovazione.
  • Per proporre ricorso per cassazione su questioni processuali occorre inibire argomentazioni generiche: il motivo deve inquadrare la violazione nelle fattispecie previste dall'art. 606 c.p.p. e spiegare il nesso di diritto e di fatto che giustifica il rimedio.
  • La difesa deve provvedere tempestivamente in primo e secondo grado (es. chiedendo la rinnovazione della prova o eccependo la nullità): l'omessa attività difensiva processuale può precludere rimedi successivi in cassazione.
  • Quando si ritiene di aver subito un vulnus procedurale importante, è opportuno documentare il pregiudizio e chiedere espressamente termini o misure compensative (es. rinnovazione, rinvio, oppure eccezioni di nullità) per consentire alla Corte di valutare la fondatezza della doglianza.

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