Ordinanza n. 1458/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sez. V ter, n. 1907 del 2026, che aveva accolto l’istanza cautelare proposta con i terzi motivi aggiunti
Esito
Favorevole al ricorrente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Roma Capitale ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. contro l’ordinanza cautelare del TAR Lazio. La controversia riguarda lo sgombero e la consegna di aree demaniali marittime ai soggetti risultati aggiudicatari, in vista dell’imminente avvio della nuova stagione balneare. Il Comune ha dedotto l’assenza di un concreto periculum in mora in capo alla società privata, nonché l’urgenza e l’interesse pubblico alla consegna delle aree agli aggiudicatari. Dal testo non risultano ulteriori motivi specifici di appello.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e, riformando l’ordinanza del TAR, ha respinto l’istanza cautelare proposta in primo grado con i terzi motivi aggiunti. Ha ritenuto non evidenziati profili di periculum in mora a carico della società appellata, mentre ha valorizzato l’urgente interesse pubblico di Roma Capitale alla consegna delle aree ai soggetti aggiudicatari, non differibile sino al deposito della sentenza per l’imminente inizio della stagione balneare. Ha inoltre considerato pienamente risarcibili le conseguenze dello sgombero qualora la società risultasse vittoriosa nel giudizio di merito. Spese della fase cautelare compensate.
Norme richiamate
La disposizione è richiamata quale base normativa dell’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR.
Massime di principio
- In sede di appello cautelare, la sospensione dell’efficacia dell’atto o dell’attività amministrativa richiede la concreta evidenziazione di un periculum in mora in capo alla parte privata; la sua assenza può giustificare il rigetto dell’istanza cautelare.
- Nel bilanciamento cautelare, l’urgenza dell’interesse pubblico alla consegna di aree ai soggetti aggiudicatari in vista dell’imminente avvio della stagione balneare può prevalere sull’interesse del precedente gestore alla conservazione della disponibilità delle aree.
- Il pregiudizio derivante dallo sgombero non presenta carattere irreparabile quando le relative conseguenze siano integralmente risarcibili in caso di esito favorevole del giudizio di merito.
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