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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32310/2024 del 13/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La lite trae origine da una verifica doganale su importazioni di merci a marchio Guess effettuate nell'anno 2011 da una società licenziataria del gruppo Guess. L'Ufficio contestava che, nel valore in dogana delle merci importate, non fossero stati inclusi i diritti di licenza (royalties) dovuti alla capogruppo statunitense in misura percentuale sulle vendite europee. Sulla base del processo verbale di constatazione emesso nei confronti della licenziataria, l'Agenzia notificava alla società rappresentante indiretta un avviso di rettifica dell'accertamento e un correlato provvedimento sanzionatorio. La contribuente proponeva separati ricorsi, accolti in primo grado; l'appello dell'Ufficio veniva poi rigettato. Con il ricorso per cassazione l'Amministrazione deduceva, con un unico motivo, la violazione delle norme unionale in materia di valore doganale e di inclusione delle royalties, censurando la sentenza d'appello per avere affermato in modo apodittico che il potere del licenziante fosse limitato a un mero controllo di qualità, senza verificare se il pagamento delle royalties costituisse condizione della vendita e senza esaminare puntualmente le clausole contrattuali rilevanti.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato l'unico motivo del ricorso. Ha richiamato il quadro normativo unionale sul valore in dogana e sull'inclusione dei corrispettivi e diritti di licenza, precisando che le royalties entrano nella base imponibile solo se riferite alle merci oggetto di valutazione e costituenti condizione della vendita; per i marchi commerciali, inoltre, rileva che l'acquirente non sia libero di procurarsi i beni da fornitori non legati al venditore e che il pagamento sia richiesto dal venditore o da persona a esso legata. La Corte ha osservato che la CTR non aveva esaminato il contesto contrattuale e le clausole specifiche, limitandosi ad affermazioni generiche sull'assenza di potere di orientamento o condizionamento del licenziante. Per tale omessa considerazione, la decisione di merito è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, che dovrà riesaminare la controversia e provvedere anche sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 29 CDC

    il valore in dogana delle merci importate è il valore di transazione

    il valore doganale coincide, in via generale, con il prezzo effettivamente pagato o da pagare per le merci vendute.

  • art. 32, par. 1, lett. c), CDC

    si addizionano al prezzo effettivamente pagato o da pagare ... i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, che il compratore è tenuto a pagare, direttamente o indirettamente, come condizione della vendita

    le royalties si includono nel valore doganale solo se sono dovute come condizione della vendita e non già incluse nel prezzo.

  • art. 157, par. 2, DAC

    si deve aggiungere un corrispettivo o un diritto di licenza ... soltanto se tale pagamento ... si riferisce alle merci oggetto della valutazione, e costituisce una condizione di vendita delle merci in causa

    il pagamento del diritto di licenza è rilevante ai fini doganali solo in presenza del doppio requisito del riferimento alle merci e della condizione di vendita.

  • art. 159 DAC

    va aggiunto ... soltanto se ... le merci sono commercializzate con il marchio ... e l'acquirente non è libero di ottenere tali merci da altri fornitori non legati al venditore

    per le merci marchiate, l'inclusione dipende anche dalla non libertà dell'acquirente di rifornirsi altrove e dal collegamento con il venditore.

  • art. 160 DAC

    le condizioni previste dall'articolo 157, paragrafo 2 si considerano soddisfatte solo se il venditore o una persona ad esso legata chiede all’acquirente di effettuare tale pagamento

    se il pagamento è effettuato a un terzo, occorre che la richiesta provenga dal venditore o da persona a esso legata.

  • art. 143, par. 1, lett. e) DAC

    il collegamento rilevante ricorre quando il licenziante controlla direttamente o indirettamente il venditore/produttore.

  • Allegato 23 DAC

    Si considera che una persona ne controlli un'altra quando la prima sia in grado di esercitare, di diritto o di fatto, un potere su valori di costrizione o di orientamento sulla seconda

    il controllo tra soggetti è integrato dalla capacità di esercitare un potere di costrizione o di orientamento.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    è il vizio denunciato per violazione di legge sostanziale e/o regolamentare.

Massime di principio

  • Le royalties non concorrono automaticamente alla formazione del valore in dogana: devono essere incluse solo quando il loro pagamento sia riferibile alle merci importate e costituisca una condizione della vendita.
  • Per le merci vendute con marchio commerciale, l'inclusione dei diritti di licenza richiede un accertamento concreto sul rapporto tra licenziante, venditore/produttore e acquirente, dovendosi verificare sia la non libertà dell'importatore di rifornirsi da fornitori non legati al venditore, sia la richiesta di pagamento da parte del venditore o di un soggetto ad esso collegato.
  • Il giudice di merito, in materia di valore doganale, deve esaminare specificamente le clausole contrattuali e il contesto negoziale rilevanti, non potendo fondare la decisione su affermazioni apodittiche o generiche circa l'assenza di poteri di controllo del licenziante.
  • Quando il ricorso per cassazione deduce la violazione della disciplina doganale unionale sul valore di transazione, la corretta applicazione delle norme richiede una verifica in fatto dei presupposti contrattuali che rendono le royalties imponibili.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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