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Ordinanza

Ordinanza n. 60/2026 - Torino, Sezione 1

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento del -OMISSIS- (notificato il 09/09/2025), a mezzo del quale la Questura di Torino ha respinto l'istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per attesa occupazione proposta da -ricorrente-; - nonché di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali;

Giustizia amministrativa202503335

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della Questura di Torino sull’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego notificato il 9 settembre 2025, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il provvedimento risultava fondato, per quanto emerge dall’ordinanza, sulla mancata acquisizione del parere del Comitato per i minori stranieri. Il ricorrente ha contestato che tale acquisizione costituisse un onere a suo carico e che la sua omissione potesse giustificare il rigetto dell’istanza. È stata inoltre rilevata l’assenza, nella motivazione del diniego, di specifiche esigenze di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza idonee a giustificare la reiezione per altri motivi.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo l’impugnazione prima facie fondata. Ha affermato che l’acquisizione del parere del Comitato per i minori stranieri costituisce una fase endoprocedimentale rimessa all’Amministrazione; pertanto, la sua omissione non può essere imputata all’istante né costituire l’unico motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno. Ha inoltre rilevato che l’Amministrazione non aveva indicato specifiche esigenze di ordine pubblico o sicurezza tali da sorreggere il diniego. Quanto al periculum in mora, ha valorizzato la condizione di irregolarità derivante dal mancato rilascio del titolo e il conseguente rischio di espulsione nelle more del giudizio. Ha quindi sospeso gli effetti esecutivi del diniego ai fini del riesame dell’istanza, compensando integralmente le spese della fase cautelare e fissando la trattazione del merito.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • L’acquisizione del parere del Comitato per i minori stranieri costituisce una fase endoprocedimentale di competenza dell’Amministrazione; la sua omissione non può essere imputata al richiedente né costituire, da sola, motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza di rilascio o conversione del permesso di soggiorno.
  • Il diniego di conversione o rilascio di un permesso di soggiorno non può essere giustificato, per esigenze di ordine pubblico o sicurezza, mediante un richiamo generico: l’Amministrazione deve indicare specifiche ragioni concretamente riferibili al richiedente e idonee a sorreggere la decisione.
  • Nella fase cautelare, il rischio di espulsione derivante dalla condizione di irregolarità conseguente al mancato rilascio del permesso di soggiorno integra un elemento rilevante ai fini della sussistenza del periculum in mora.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazioneDifetto di istruttoria

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