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Ordinanza

Ordinanza n. 1138/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia - del provvedimento interdittivo antimafia n. -OMISSIS-, con cui la Prefettura di Napoli ha ritenuto sussistenti tentativi di infiltrazione mafiosa a carico della società ricorrente; - di ogni altro atto o provvedimento al primo preordinato, presupposto, conseguente o comunque connesso, se ed in quanto lesivo degli interessi della ricorrente, ivi compreso, per quanto occorrer possa, il verbale della seduta del Gruppo Ispettivo Antimafia (GIA) n. -OMISSIS-, richiamato nel provvedimento impugnato.

Giustizia amministrativa202602099

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento interdittivo antimafia adottato dalla Prefettura di Napoli per ritenuti tentativi di infiltrazione mafiosa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l'interdittiva antimafia e gli atti presupposti, tra cui il verbale del Gruppo Ispettivo Antimafia, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare il giudice ha rilevato, ai fini del bilanciamento, l'assenza di un marcato periculum in mora poiché la società risultava inattiva dalla visura camerale. Ha tuttavia ritenuto apprezzabili le esigenze della ricorrente, evidenziando in particolare la mancata osservanza nel procedimento della regola generale del contraddittorio.

La decisione

La domanda cautelare è stata respinta per l'assenza di un marcato periculum in mora, connessa allo stato di inattività della società. Il TAR ha però riconosciuto che le esigenze della ricorrente erano meritevoli di considerazione, soprattutto per la mancata osservanza della regola generale del contraddittorio nel procedimento, e ha ritenuto adeguata una tutela mediante sollecita definizione del giudizio di merito. È stata quindi fissata, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., l'udienza pubblica del 2 dicembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Consente, nel rigettare o definire la domanda cautelare, di fissare sollecitamente l'udienza di merito quando le esigenze della parte possono essere adeguatamente tutelate mediante la rapida definizione del giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi a tutela dei diritti o della dignità delle persone e degli enti privati menzionati.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, ai fini della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

Massime di principio

  • La domanda cautelare va respinta quando non sia dimostrato un periculum in mora marcato, anche se l'atto impugnato presenta profili suscettibili di favorevole valutazione nel merito.
  • Quando l'assenza di un marcato pericolo cautelare consente di non sospendere l'atto, ma emergono esigenze meritevoli di tutela e il giudizio presenta un profilo rilevante, il giudice può assicurare una tutela adeguata fissando sollecitamente l'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a.
  • La mancata osservanza della regola generale del contraddittorio nel procedimento amministrativo costituisce un elemento idoneo a rendere apprezzabili le esigenze cautelari della parte, pur non imponendo necessariamente la sospensione dell'efficacia dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentale

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