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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4821/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'imputato ha impugnato la sentenza per non aver dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione: sosteneva che la prescrizione dovesse decorrere dal 3 settembre 2012, data del passaggio di consegne al nuovo amministratore, quando avrebbe trattenuto il carnet degli assegni. Pur avendo trattenuto i titoli, secondo il ricorrente l'effettiva interversio possessionis si sarebbe concretizzata solo allora e la successiva messa in circolazione sarebbe avvenuta molto tempo dopo, con conseguente estinzione per prescrizione se il termine fosse stato fatto decorrere dalla consegna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio per cui il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con il primo atto appropriativo: per i titoli di credito ciò avviene quando essi vengono posti in circolazione, momento in cui si manifesta l'atto di dominio e la volontà di trarre un ingiusto profitto. Nel caso concreto la consumazione è avvenuta nel momento in cui Giordano ha utilizzato e messo in circolazione gli assegni (data indicata nel capo di imputazione), pertanto il reato non era prescritto. Dichiarata l'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 646 c.p. (appropriazione indebita)

    Il reato di appropriazione indebita è qualificato come reato istantaneo che si consuma con il compimento del primo atto di dominio sulla cosa altrui con la volontà di tenerla come propria.

  • Sez. 2, Sentenza n. 1824 del 07/11/1997 (Rv. 209926 - 01)

    Sez. 2, Sentenza n. 1824 del 07/11/1997 Ud. (dep. 12/02/1998) Rv. 209926 - 01

    Per i titoli di credito l'appropriazione indebita si realizza con la messa in circolazione dei titoli, perché solo allora si concretizza l'atto di disposizione che manifesta la volontà di convertire il possesso in dominio per trarne un ingiusto profitto.

  • Sez. 2, Sentenza n. 15735 del 14/02/2020 (Rv. 279225 - 01)

    Sez. 2, Sentenza n. 15735 del 14/02/2020 Ud. (dep. 25/05/2020) Rv. 279225 - 01

    Conferma il principio che l'appropriazione indebita è reato istantaneo; la consumazione coincide con la prima condotta appropriativa, ossia con l'atto di dominio sulla cosa quando sussiste la volontà (espressa o implicita) di tenerla come propria.

Massime di principio

  • L'appropriazione indebita è un reato istantaneo: la prescrizione decorre dal momento in cui si verifica il primo atto di dominio che concretizza la volontà di trattenere la cosa come propria.
  • Per i titoli di credito (assegni, cambiali, ecc.) la consumazione si verifica quando i titoli vengono posti in circolazione; la semplice detenzione o mancata restituzione non è di per sé sufficiente a configurare il reato se non accompagnata da un atto di disposizione.
  • Nelle contestazioni sulla decorrenza della prescrizione è fondamentale individuare la data in cui si è realizzata l'interversio possessionis concreta (la messa in circolazione o l'utilizzo del titolo), non solo la data della cessazione dell'incarico o della perdita di possesso.
  • In situazioni analoghe occorre produrre e valutare documentazione probatoria che dimostri la data di effettiva utilizzazione o immissione in circolazione dei titoli, perché questa data è cruciale per stabilire la prescrizione.
  • Chi difende la posizione dell'imputato deve provare che non vi sia stato alcun atto concreto di disposizione successivo alla detenzione; chi accusa deve invece dimostrare la messa in circolazione o l'utilizzo per far decorrere la consumazione del reato.

Testo integrale

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