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Ordinanza

Ordinanza n. 390/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202600282

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione relativa a opere ritenute difformi dall’art. 59 del regolamento edilizio comunale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato l’ordinanza cautelare del TAR Campania che aveva respinto la domanda di sospensione dell’ordinanza di demolizione. Ha dedotto, secondo quanto emerge dalla motivazione cautelare, che le opere sanzionate erano rappresentate nei grafici progettuali allegati alla SCIA sostitutiva del permesso di costruire presentata il 14 maggio 2020. La questione controversa riguarda quindi non una difformità delle opere rispetto alla SCIA, ma una possibile difformità della SCIA rispetto all’art. 59 del regolamento edilizio comunale. In tale prospettiva, è stata ritenuta meritevole di approfondimento la questione se il Comune dovesse previamente rimuovere il titolo edilizio costituito dalla SCIA, con applicazione della relativa disciplina quanto all’interesse pubblico, alla tempestività dell’intervento e agli ulteriori presupposti dell’autotutela.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare e, riformando l’ordinanza del TAR Campania, ha accolto l’istanza cautelare proposta in primo grado. Ha ravvisato il fumus boni iuris nella circostanza che le opere risultavano rappresentate negli elaborati allegati alla SCIA del 2020: ciò rendeva dubbia la qualificazione dell’intervento comunale come repressione di opere difformi dal titolo, potendo invece trattarsi della rimozione di un titolo edilizio ritenuto contrastante con il regolamento edilizio. La questione dovrà essere approfondita dal TAR nella fase di merito, alla quale è stata sollecitamente rimessa la causa ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a. L’ordinanza non formula una decisione definitiva sulla legittimità dell’ordinanza di demolizione. Le spese del doppio grado cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Ricorrono le condizioni per l’accoglimento dell’appello cautelare contro l’ordinanza del TAR.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    La causa deve essere trasmessa al TAR per la sollecita fissazione dell’udienza di merito.

Massime di principio

  • Quando le opere edilizie sanzionate risultano integralmente rappresentate negli elaborati allegati a una SCIA, la controversia non può essere automaticamente qualificata come esecuzione di opere difformi dal titolo: deve essere verificato se il problema riguardi invece la conformità del titolo edilizio alla disciplina urbanistico-edilizia.
  • Se l’amministrazione ritiene che una SCIA già presentata non sia conforme alla disciplina edilizia applicabile, deve essere valutato se l’intervento repressivo sulle opere debba essere preceduto dalla rimozione del titolo che le sorregge, con osservanza dei presupposti e dei limiti propri della rimozione della SCIA, inclusi l’interesse pubblico e la tempestività dell’intervento.
  • La rappresentazione delle opere negli elaborati allegati alla SCIA può integrare un elemento idoneo a fondare il fumus boni iuris della domanda cautelare contro l’ordinanza di demolizione, quando renda controversa la stessa qualificazione giuridica dell’abuso contestato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSCIA e liberalizzazioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareAutotutela decisoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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