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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27538/2026 del 22/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

Il procedimento riguarda un provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Taranto che, in data 18.03.2026, ha dichiarato non estinta una residua pena di mesi tre da espiare in detenzione domiciliare e ha concesso la misura alternativa della detenzione domiciliare con prescrizioni. La difesa dell'interessato ha proposto ricorso per cassazione deducendo: l'assenza di un fondamento normativo della dichiarazione di "pena non validamente espiata" e la mancata ricostruzione dei periodi già espiati e del criterio seguito per individuare i tre mesi residui; il vizio di motivazione nella valutazione negativa del percorso trattamentale, fondata su alcuni episodi senza apprezzamento complessivo degli elementi favorevoli, come lavoro e rispetto delle prescrizioni; l'utilizzo di fatti asseritamente storici senza acquisire i relativi 12 procedimenti penali per verificare procedibilità ed esito; la contraddittorietà della scelta della detenzione domiciliare dopo avere reputato fallimentare l'affidamento in prova per mancanza di ravvedimento; infine, il difetto di una motivazione rafforzata in un provvedimento incidente sulla libertà personale.

La decisione

La Corte ha ritenuto che l'impugnazione proposta come ricorso per cassazione fosse in realtà da riqualificare come opposizione ai sensi dell'art. 667, comma 4, c.p.p. Poiché, nelle materie relative alla valutazione sull'esito dell'affidamento in prova, opera il combinato disposto degli artt. 678, comma 1-bis, e 667, comma 4, c.p.p., il rimedio esperibile avverso l'ordinanza del tribunale di sorveglianza è l'opposizione davanti allo stesso giudice, con successiva possibilità di ricorso per cassazione solo contro la decisione resa sull'opposizione. Conseguentemente, gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Taranto per la decisione sull'opposizione proposta secondo le forme dell'incidente di esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    contro la quale il pubblico ministero, l'interessato e il difensore possono proporre opposizione davanti allo stesso giudice

    Avverso il provvedimento emesso senza formalità dal giudice dell'esecuzione è esperibile opposizione davanti allo stesso giudice; il ricorso per cassazione è precluso finché non sia decisa l'opposizione.

  • art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    nelle materie relative alla «valutazione sull'esito affidamento in prova» procede «a norma dell'articolo 667 comma»

    Nelle questioni relative alla valutazione dell'esito dell'affidamento in prova il tribunale di sorveglianza deve seguire la procedura dell'art. 667, comma 4, c.p.p.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    con le forme dell'incidente di esecuzione

    L'opposizione è decisa con le garanzie del contraddittorio camerale previste per l'incidente di esecuzione.

Massime di principio

  • Quando il tribunale di sorveglianza decide in materia di valutazione sull'esito dell'affidamento in prova, il rimedio ordinario contro l'ordinanza è l'opposizione allo stesso tribunale, non il ricorso immediato per cassazione.
  • Il ricorso per cassazione proposto contro un provvedimento impugnabile con opposizione deve essere riqualificato nel rimedio corretto e gli atti trasmessi al giudice competente a conoscere dell'opposizione.
  • Il controllo della Corte, in simili casi, si arresta alla verifica del corretto mezzo di impugnazione, restando assorbite le doglianze di merito fino alla decisione sull'opposizione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMisure alternative
RamiProcesso penaleEsecuzione penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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