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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30527/2026 del 10/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione aveva rigettato l'istanza di riconoscimento della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra reati separatamente giudicati in sede di cognizione. Sosteneva che il giudice di merito avesse disatteso i criteri elaborati dalla giurisprudenza di legittimità sull'unicità del disegno criminoso, deducendo che tale unicità fosse ravvisabile per l'omogeneità delle violazioni oggetto delle sentenze indicate come sub 1) e 2) e che la successiva condanna sub 3) costituisse l'elemento unificatore. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato perché generico e non confrontato con la motivazione dell'ordinanza impugnata: il provvedimento aveva infatti escluso la continuazione tra i maltrattamenti di cui alla sentenza sub 1, commessi dal 2003 al 2019, e quelli di cui alla sentenza sub 2, commessi dal 2022 al 2024, e aveva altresì escluso che la violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa potesse fungere da elemento unificante, trattandosi di fatto occasionale ed estemporaneo, non prefigurabile al momento della prima condotta come sviluppo di un programma criminoso originario.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del giudice dell'esecuzione, che aveva escluso la continuazione criminosa in assenza di un'apprezzabile dimostrazione di un programma unitario originario. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ritenendo sussistenti profili di colpa nell'irritualità dell'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    Disciplina il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva; il relativo accertamento richiede una verifica rigorosa dell'unicità del disegno criminoso.

  • art. 52 d.lgs. n. 106 del 2003

    In caso di diffusione del provvedimento, devono essere omesse le generalità e gli altri dati identificativi.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Richiamata per giustificare la condanna al pagamento di una somma in Cassa delle ammende per profili di colpa connessi all'inammissibilità.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione, anche in sede esecutiva, presuppone una verifica approfondita e rigorosa che accerti se, già al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali.
  • L'omogeneità delle violazioni, l'identità del bene protetto e la contiguità spazio-temporale dei fatti sono solo indici sintomatici dell'unicità del disegno criminoso, ma non bastano da soli a provarla.
  • La ratio della continuazione richiede, sul piano intellettivo, la previsione iniziale di più azioni criminose; sul piano volitivo, l'esistenza di un programma di massima poi attuato mediante ulteriori specifiche decisioni.
  • Un motivo di ricorso che non si confronti in modo specifico con le argomentazioni del provvedimento impugnato è manifestamente infondato e determina l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • Un fatto successivo meramente occasionale o estemporaneo non può essere automaticamente valorizzato come elemento unificante di condotte precedenti, se non era ragionevolmente prefigurabile come sviluppo di un programma criminoso originario.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMaltrattamenti contro familiari e conviventi
RamiProcesso penaleDelitti contro la famiglia
IstitutiContinuazione

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