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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34549/2025 del 23/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua condanna per minaccia aggravata. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione sulla dichiarazione di responsabilità, sostenendo in sostanza una ricostruzione alternativa dei fatti rispetto a quella accolta dai giudici di merito. Con il secondo motivo ha contestato la sussistenza dell'aggravante dell'uso di un'arma, sostenendo che la condotta non integrasse la circostanza aggravante. Con il terzo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, assumendo che la motivazione sul punto fosse carente o errata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato, quanto al primo motivo, che la censura mirava a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio e una ricostruzione dei fatti non consentita in sede di legittimità, a fronte di una motivazione di merito ritenuta immune da vizi logici e giuridici, fondata sulle dichiarazioni testimoniali. Quanto al secondo motivo, lo ha considerato riproduttivo di censure già esaminate e ha richiamato il principio per cui l'aggravante dell'uso di arma sussiste anche quando la minaccia sia compiuta con un'arma giocattolo con tappo rosso occultato o non visibile alla persona offesa, poiché rileva l'apparenza estrinseca dell'arma. Quanto al terzo motivo, ha ritenuto adeguata la motivazione di merito sull'esclusione della particolare tenuità del fatto, poiché la valutazione ex art. 131-bis c.p. richiede un apprezzamento complessivo delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, c.p.

    È richiamato per affermare che il giudizio sulla particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità può essere esclusa con motivazione che dia conto dell'assenza di uno dei presupposti ritenuti decisivi, purché la valutazione sia adeguata e complessiva.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito proporre una ricostruzione alternativa dei fatti fondata su una diversa lettura delle prove, poiché la valutazione del materiale probatorio spetta in via esclusiva al giudice di merito.
  • La censura di vizio di motivazione non è ammissibile quando mira sostanzialmente a ottenere una rivalutazione delle risultanze testimoniali già esaminate dal giudice di merito.
  • L'aggravante della minaccia commessa con uso di arma può sussistere anche quando l'agente utilizzi un'arma giocattolo, se l'elemento che la rende chiaramente riconoscibile come finta, quale il tappo rosso, sia occultato e quindi non visibile alla persona offesa.
  • Ai fini della particolare tenuità del fatto, il giudice deve compiere una valutazione complessiva delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; è sufficiente che motivi in modo adeguato sull'assenza di uno dei presupposti decisivi per escludere la causa di non punibilità.

Come è indicizzato

MaterieMinacceCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

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