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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40491/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra più condanne e ha determinato la pena complessiva: il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione nella quantificazione degli aumenti di pena per i reati considerati "satellite", perché il Tribunale ha omesso di motivare in modo distinto e congruo l'entità degli aumenti (che variano da pochi mesi a otto anni) nonostante la sostanziale identità dei fatti e pur riconoscendo la continuità per la maggior parte delle sentenze.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso nei termini indicati: ha ritenuto carente la motivazione dell'ordinanza in relazione alla quantificazione degli aumenti per numerosi reati satellite (con particolare riferimento a sentenze del 20/01/2010, 17/10/2013 e 22/01/2018), ha annullato l'ordinanza limitatamente alla determinazione della pena risultante dalla continuazione e ha rinviato al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per nuovo giudizio sul punto, con piena libertà valutativa ma nel rispetto dei principi di motivazione e proporzionalità richiamati.

Norme richiamate

  • art. 78 cod. pen.

    Applicazione del criterio moderatore per ridurre la pena complessiva determinata dal giudice dell'esecuzione (nel caso di specie la pena calcolata è stata ridotta da 54 anni e 4 mesi a 30 anni applicando il criterio di cui all'art. 78, n.2).

  • art. 81 cod. pen.

    Richiama il principio di proporzionalità tra le pene ed evita un cumulo materiale surrettizio: il giudice deve motivare gli aumenti per ciascun reato satellite in modo da garantire il rispetto dei limiti dell'art. 81 e la verifica della proporzione tra le pene.

  • art. 416-bis cod. pen.

    Riferimento al delitto di associazione di tipo mafioso, qui trattato come reato satellite: l'eventuale aumento di pena applicato per tale delitto deve essere congruamente motivato, specie se è molto superiore alla pena già determinata nei casi analoghi.

Massime di principio

  • Nel giudizio di determinazione della pena per reato continuato il giudice deve individuare il reato più grave, stabilire la pena base e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite.
  • La motivazione richiesta per ogni aumento è proporzionale alla sua entità: aumenti rilevanti richiedono specifica e adeguata motivazione per evitare sperequazioni e un cumulo materiale mascherato.
  • Se l'aumento è identico a quello già stabilito dal giudice della cognizione e non è stato impugnato, può non essere necessaria una nuova motivazione in sede esecutiva; altrimenti il giudice esecutivo deve giustificare l'entità dell'aumento.
  • Quando reati analoghi o collegati ricevono aumenti molto diversi, il giudice deve spiegare le ragioni delle disparità (diversa offensività, ruolo, modalità o contesto) altrimenti la determinazione della pena è viziata e suscettibile di annullamento e rinvio.
  • In mancanza di motivazione sufficiente sulla quantificazione degli aumenti per i reati satellite, la decisione va annullata e rinviata per nuovo giudizio, che dovrà rispettare i principi di proporzionalità e motivazione esposti dalla Cassazione.

Testo integrale

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