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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40318/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame che ha rigettato il riesame avverso il sequestro preventivo disposto dal G.i.p. su un'area demaniale marittima concessa all'esercizio commerciale "Cotriero". Ha proposto due censure: 1) vizio di motivazione per assenza del periculum in mora, sostenendo sia l'illegittima integrazione della motivazione sia l'assenza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione; 2) difetto di proporzionalità del sequestro rispetto agli interessi tutelati.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del G.i.p. e del Tribunale del riesame: sussistevano elementi di "fumus" e un pericolo concreto e attuale di aggravamento o prosecuzione del reato, atteso che la ricorrente, tramite autocarri e mezzi meccanici, stava trasferendo e spandendo ingenti quantità di sabbia per trasformare la scogliera in arenile da sfruttare economicamente; la presenza sul posto e il precedente sequestro di un chiosco hanno comprovato un comportamento reiterato e spregiudicato. Quanto alla proporzionalità, il sequestro è stato ritenuto strumentale e limitato alla funzione impeditiva necessaria per evitare l'alterazione morfologica dell'area. In conseguenza il ricorso è respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 44 lett. c) d.P.R. n. 380 del 2001

    La norma è stata richiamata in riferimento all'illecita trasformazione urbanistica e all'esigenza di tutela dell'assetto urbanistico, come fondamento del fumus per le opere non autorizzate su area demaniale vincolata.

  • art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004

    Riferimento alla tutela dei beni vincolati: la Corte ha inteso la norma come base giuridica per censire interventi su aree soggette a vincoli paesaggistici/ambientali e valutare la rilevanza penale delle innovazioni non autorizzate.

  • art. 54 cod. nav.

    Richiamata in relazione alla disciplina del demanio marittimo e delle concessioni, quale titolo normativo che regola l'uso e la tutela delle aree costiere demaniali.

  • art. 1161 cod. nav.

    Utilizzata per inquadrare gli aspetti relativi alle concessioni demaniali marittime e le ipotesi di superfetazione o trasformazioni non autorizzate che ledono il demanio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per giustificare la condanna alle spese processuali a carico della ricorrente a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo d'urgenza è legittimo quando, anche nella cognizione sommaria della fase cautelare, emergono elementi idonei a configurare sia il fumus commissi delicti sia un pericolo concreto e attuale che la libera disponibilità del bene possa aggravare o proseguire le conseguenze pregiudizievoli del reato.
  • La prova del periculum in mora può fondarsi su elementi materiali di fatto (presenza di mezzi, quantità di terre/sabbia movimentate, comportamento sul posto, precedenti sequestri) che dimostrino la capacità e l'intenzione di proseguire l'opera illecita.
  • La proporzionalità del sequestro va valutata in funzione della sua finalità impeditiva: il blocco dell'area è giustificato se è necessario per evitare alterazioni morfologiche irreversibili o difficilmente ripristinabili.
  • Il comportamento reiterato o il contegno spregiudicato del titolare o gestore della concessione rafforza l'esigenza cautelare e rende più difficoltosa l'allegazione di assenza di pericolo da parte del difensore.
  • Per contestare efficacemente un sequestro cautelare il ricorrente deve fornire elementi concreti che escludano sia il fumus sia l'attualità del pericolo, non essendo sufficiente una generica deduzione di illegittimità della motivazione.

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