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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2640/2025 del 22/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Roma del 19/06/2024 che confermava il decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice di pace di Velletri (30/06/2023). Il ricorrente (tramite difensore) denunciava: omissione di valutazione sul difetto di querela per il reato contestato (reato perseguibile a querela di parte) e omessa o apodittica valutazione circa l'esistenza dello stato di necessità come scriminante; affermava inoltre di essere legittimato a impugnare perché persona che legittimamente possedeva l'immobile sottoposto a sequestro.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse concreto e attuale dell'impugnante. Il Collegio ha ritenuto preliminare la verifica dell'interesse ad impugnare e ha ricordato che, nel caso di sequestro preventivo, l'impugnante deve avere un interesse concreto finalizzato alla restituzione del bene (possedere una posizione giuridica tutelata: diritto soggettivo assoluto o rapporto di fatto tutelato). Dagli atti risultava che il ricorrente occupava abusivamente l'immobile e quindi non aveva una posizione giuridica protetta; pertanto mancava l'interesse ad impugnare e il ricorso è stato respinto come inammissibile. In conseguenza, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000, per profili di colpa connessi all'inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Richiama la kategorìa delle persone astrattamente legittimate a proporre ricorso per cassazione contro provvedimenti relativi a cose sequestrate (es. persona alla quale le cose sono state sequestrate), ma la legittimazione astratta non esclude la necessità di verificare l'interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Parte della disciplina sulle impugnazioni dei sequestri preventivi; richiamata per affermare che le norme 'di settore' individuano i soggetti titolari in astratto, senza derogare alla necessità dell'interesse concreto richiesto dalle norme generali sulle impugnazioni.

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Richiamata unitamente all'art. 322 per la disciplina delle impugnazioni in materia di misure reali; il Tribunale sottolinea che tali norme non esonerano dall'accertare l'effettivo interesse all'impugnazione.

  • art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    Norma generale sulle impugnazioni richiamata per il principio secondo cui l'ammissibilità richiede l'esistenza di un interesse concreto all'impugnazione; applicata anche nell'ambito dei sequestri preventivi.

  • art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Ulteriore richiamo alle regole generali sulle impugnazioni (soggetti e interesse) per evidenziare che l'impugnazione deve essere funzionale a un risultato produttivo di effetti nella sfera giuridica dell'impugnante (es. restituzione del bene).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per le conseguenze dell'inammissibilità: condanna alle spese processuali e, avendo riscontrato profili di colpa nella causa dell'inammissibilità, irrogazione di ammenda (qui fissata in euro 3.000) a favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Per impugnare un sequestro preventivo è necessario non soltanto essere astrattamente legittimati (es. persona alla quale le cose sono state sequestrate), ma possedere un interesse concreto e attuale finalizzato alla restituzione del bene; senza tale interesse il ricorso è inammissibile.
  • L'interesse concreto richiede una posizione giuridica tutelata sulla cosa: diritto soggettivo assoluto o un rapporto di fatto riconosciuto e tutelato dall'ordinamento; la mera occupazione abusiva non conferisce tale interesse.
  • Se si intende contestare omissioni di valutazione del giudice (es. difetto di querela o valutazione di scriminanti come lo stato di necessità), è necessario prima assicurarsi che il ricorso sia ammissibile per interesse; in mancanza di ammissibilità il giudice non esaminerà il merito.
  • Prima di proporre ricorso in Cassazione contro provvedimenti cautelari reali, verificare e documentare la titolarità della posizione giuridica sulla cosa (titolarità dell'immobile, diritto di proprietà, possesso qualificato) per dimostrare l'interesse alla restituzione.
  • La mancata comparizione del difensore, nonché la proposizione di ricorsi privi di interesse concreto, può comportare conseguenze economiche (spese processuali e ammende) se si ravvisano profili di colpa nella determinazione dell'inammissibilità.

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