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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7221/2023 del 20/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma della condanna per furto aggravato di energia elettrica (artt. 81, 624-625 c.p., comma 1, n.2) per fatti dal 27/03/2013 al 25/03/2018. Il ricorrente contestava: errori nella ricostruzione temporale (si sarebbe fatto riferimento a periodi anteriori alla stipula del contratto), carenza di prova della manomissione del contatore e mancata considerazione dei lunghi periodi di dimora in Francia; inoltre denunciava che la Corte territoriale non si era pronunciata sulle richieste di sospensione condizionale della pena e di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 L. 689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il primo motivo (imputato a chiedere una rivalutazione del merito e privo di specificità) e ha accolto i secondi e terzi motivi, perché la Corte di appello non si era pronunciata sulle richieste di sospensione condizionale della pena e di conversione della pena detentiva in pecuniaria. Ha dunque annullato la sentenza impugnata limitatamente a tali punti e ha disposto il rinvio per nuovo esame ad altra sezione della Corte di appello di Palermo. Sulla responsabilità e sulla condanna sostanziale la cassazione non ha disposto revisione, confermando implicitamente la valutazione di merito fatta dalla Corte territoriale.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 81, 624, 625 comma 1 n. 2

    La fattispecie contestata è quella del furto aggravato mediante manomissione di apparecchiature e uso di mezzi fraudolenti per sottrarre energia elettrica; la Cassazione ha preso atto della qualificazione del reato così come valutata in sede di merito senza rimettere in discussione la prova, salvo specifici e motivati travisamenti.

  • Legge 24 novembre 1981, n. 689

    La norma disciplina la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria; la Corte ha rilevato che la richiesta di applicazione di tale misura deve essere espressamente decisa dal giudice e l'omessa pronuncia costituisce vizio che legittima l'annullamento limitato e il rinvio.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. U., n. 12 del 31/05/2000 (Jakani) e Sez. pen. n. 6402 del 30/04/1997 (Dessimone)

    Richiamata la regola secondo cui la Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per valutazioni probatorie generiche: per ottenere annullamento fondato su travisamento delle emergenze probatorie è necessario indicare in modo specifico gli errori di valutazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente le prove: le doglianze di merito sono inammissibili se non specificamente fondate su travisamenti o contraddizioni evidenti.
  • L'omessa pronuncia del giudice su richieste esplicite e rilevanti (es. sospensione condizionale della pena, sostituzione della pena) è un vizio giudiziario che può determinare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio per nuovo esame.
  • Le istanze relative a misure alternative o conversione della pena (art. 53 L. 689/1981 e similari) devono essere esaminate e motivate dal giudice di merito; la mancata valutazione è sanabile solo con la decisione della stessa o di altro giudice in sede di rinvio.
  • Per impugnare con successo le valutazioni probatorie occorre proporre motivi dettagliati che indichino quale concreta risultanza probatoria sarebbe stata travisata, con riferimento puntuale agli atti e al materiale istruttorio.
  • Il successo parziale in Cassazione può portare solo a una rinnovazione limitata della decisione (su punti procedurali o di applicazione di misure), mentre la conferma della responsabilità sostanziale rimane salvo che non emergano vizi sostanziali di valutazione.

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