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Cassazione Penale, Ordinanza n. 35433/2026 del 06/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 16 febbraio 2026, che lo aveva condannato per il reato di cui all'art. 337 c.p. e per un ulteriore reato non specificato nel testo. I motivi di ricorso, non dettagliati nel provvedimento, contestavano valutazioni di fatto e sollecitavano una diversa lettura degli elementi probatori e una ricostruzione alternativa delle vicende oggetto d'imputazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che i motivi fossero non consentiti in sede di legittimità: si risolvevano in doglianze di fatto e nella richiesta di rivalutare le prove, senza confrontarsi realmente con gli elementi probatori e con le valutazioni di merito, ampiamente esaminate dalla Corte d'appello con motivazione diffusa, analitica e logica. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    condanna per il reato di cui all'art. 337 cod. pen. ed altro

    La norma è indicata come una delle disposizioni incriminatrici per le quali è intervenuta la condanna impugnata; il testo non precisa ulteriormente la condotta contestata né svolge una specifica interpretazione della fattispecie.

Massime di principio

  • Sono inammissibili in cassazione i motivi che si risolvono in mere doglianze di fatto o chiedono una nuova lettura degli elementi probatori e una ricostruzione alternativa dei fatti, senza confrontarsi effettivamente con le valutazioni di merito della sentenza impugnata, quando queste siano sorrette da motivazione diffusa, analitica e logica.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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