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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10956/2023 del 14/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso nasce da un articolo pubblicato su "Il Mattino" (28/04/2010) che attribuiva al Realfonzo la cancellazione di 182 milioni di euro di crediti ritenuti inesigibili e paventava possibili danni erariali collegati a operazioni di "swap". Il Tribunale di primo grado aveva condannato Roano per diffamazione aggravata (art. 595, comma 3 c.p.) e Cusenza per omissione di controllo del direttore (art. 596-bis e art. 57 c.p.). La Corte d'appello di Napoli (sentenza 04/05/2021) aveva però assolto entrambi ritenendo lo scritto scriminato dal diritto di cronaca/critica. La parte civile ha impugnato in Cassazione deducendo travisamento della prova, in particolare sulla testimonianza decisiva del teste Caffarelli, e sostenendo che l'articolo aveva falsamente attribuito a Realfonzo competenze e responsabilità che non aveva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parte civile. Ha ritenuto fondato il motivo unico: la Corte d'appello ha travisato la prova (errore percettivo sul "significante") rispetto alla testimonianza Caffarelli, la quale aveva escluso che Realfonzo fosse stato chiamato dalla Corte dei Conti a dedurre e lo aveva ritenuto estraneo alla manovra di cancellazione dei crediti. Inoltre la Cassazione ha osservato che il danno erariale evocato nell'articolo era riferito alle operazioni di swap e non alla cancellazione dei crediti attribuita a Realfonzo. Per questi motivi la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente agli effetti civili e ha disposto il rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello per un nuovo giudizio sugli effetti civili (rimettendo a quest'ultimo anche la liquidazione). La decisione di proscioglimento penale in sé non è stata riformata nella sostanza per la parte penale.

Norme richiamate

  • art. 595, comma 3, cod. pen.

    Norma utilizzata per inquadrare il reato di diffamazione aggravata contestato a Roano; la Cassazione ha rilevato che l'assoluzione in appello era basata su un errore di valutazione dei fatti (travisamento della prova) che impone la verifica degli effetti civili da parte del giudice civile.

  • art. 596-bis cod. pen.

    Norma che disciplina la responsabilità del direttore di testata per la pubblicazione di notizie diffamatorie; la Corte d'appello aveva assolto il direttore (Cusenza) riconoscendo insufficiente la prova della colpa di controllo, ma la Cassazione ha ritenuto necessario il riesame degli effetti civili dati gli errori rilevati sulla ricostruzione fattuale.

  • art. 57 cod. pen.

    Richiamata come norma sul concorso di persone nel reato (o profili di imputazione collegati); collegata alla responsabilità del direttore per il ruolo nella pubblicazione.

  • Sez. U, n. 18620 del 19/01/2017, Patalano (Rv. 269787) - giurisprudenza

    Richiamata per la nozione di travisamento della prova: il giudice incorre in travisamento quando introduce nella motivazione informazioni non presenti nel processo, omette la valutazione di una prova decisiva o cade in errore percettivo sul "significante"; la Corte ha applicato questo principio per qualificare l'errore della Corte d'appello come decisivo.

Massime di principio

  • Il diritto di cronaca e critica non scrimina automaticamente fatti inesatti: la scriminante vale solo se l'informazione è vera o sorretta da adeguata verifica e/o rilevanza pubblica ragionevolmente accertabile.
  • La Corte di Cassazione può annullare una sentenza di merito per travisamento della prova quando il giudice di merito attribuisce al processo un fatto non riscontrabile negli atti o interpreta erroneamente una testimonianza decisiva; tale errore mina le fondamenta della decisione.
  • In tema di diffamazione a mezzo stampa, la distinzione fra affermazioni riferite (es. l'indagine della Corte dei Conti sulle "swap") e affermazioni che attribuiscono responsabilità dirette è cruciale: la prima può essere ammessa come cronaca, la seconda richiede prova o verifica più rigorosa.
  • La responsabilità del direttore di testata (art. 596-bis) può scattare per omissione di controllo editoriale quando la pubblicazione riguarda fatti lesivi della reputazione non adeguatamente verificati.
  • La Cassazione può disporre l'annullamento «limitato agli effetti civili» e il rinvio al giudice civile: ciò significa che, anche se la pronuncia penale definitiva possa rimanere nella forma, gli aspetti risarcitori vanno riconsiderati autonomamente in sede civile.
  • Nelle redazioni è opportuno documentare le verifiche svolte (fonti, riscontri, richieste di rettifica) quando si pubblicano notizie che possono ledere la reputazione di terzi, per sostenere eventuali scriminanti di cronaca/giustizia.

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