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Ordinanza

Ordinanza n. 119/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600242

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego adottato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Reggio Calabria sull’istanza di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale presentata il 19 giugno 2025. Tra i motivi di ricorso è stato dedotto il vizio procedimentale consistente nell’omessa comunicazione del preavviso di rigetto, nonostante il provvedimento finale lo menzionasse. L’amministrazione non avrebbe comprovato l’effettivo invio del preavviso, impedendo al ricorrente una proficua partecipazione al procedimento. È stata inoltre proposta domanda cautelare, prospettando il rischio di espulsione dal territorio italiano in conseguenza dell’assenza di un titolo di soggiorno.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistente, prima facie, il fumus boni iuris con riguardo al primo motivo, rilevando che l’amministrazione non aveva dimostrato di avere inviato il preavviso di rigetto menzionato nel provvedimento finale. Tale omissione è stata ritenuta idonea a viziare la legittimità del diniego per lesione della partecipazione procedimentale. È stato ravvisato anche il periculum in mora, in ragione della conseguente espulsione del ricorrente derivante dalla mancanza di un titolo di soggiorno. L’istanza cautelare è stata quindi accolta e l’efficacia del diniego è stata sospesa. Il Ministero dell’Interno - Sportello Unico per l’Immigrazione di Reggio Calabria è stato obbligato a riavviare l’istruttoria entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza, emendandola dal vizio procedimentale e concludendola con un provvedimento espresso, senza pregiudicare l’esito finale del procedimento. La trattazione del merito è stata fissata al 27 gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il TAR ha valutato la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora e ha sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione menziona nel provvedimento finale l’avvenuta comunicazione del preavviso di rigetto, ma non ne dimostra l’effettivo invio, il diniego può risultare viziato per lesione della partecipazione procedimentale.
  • La sospensione cautelare del diniego di conversione del permesso di soggiorno può essere concessa quando l’omessa partecipazione procedimentale presenti un fumus boni iuris e l’assenza del titolo di soggiorno esponga lo straniero al rischio conseguenziale di espulsione, integrando il periculum in mora.
  • Quando il provvedimento amministrativo è sospeso per un vizio procedimentale, il giudice può ordinare la riedizione dell’istruttoria e la conclusione del procedimento con un provvedimento espresso, lasciando impregiudicato l’esito sostanziale della nuova decisione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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