Cassazione Penale, Sentenza n. 27018/2025 del 23/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione del provvedimento di inammissibilità con cui il giudice dell'esecuzione ha respinto una nuova istanza di applicazione della continuazione tra i reati (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e estorsioni aggravate). Il ricorrente ha sostenuto che sussistesse un "novum": l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione in favore del coimputato Domenico Gaudino (ordinanza del 20 giugno 2022) e le dichiarazioni di collaboratori e testimoni avrebbero reso evidente l'esistenza di un medesimo disegno criminoso anche nella posizione di Imperato. Si contestava altresì la motivazione del provvedimento impugnato e l'applicazione degli artt. 666 e 671 c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere reiterativo e manifestamente infondato. Ha ritenuto che le argomentazioni dell'istanza fossero sovrapponibili a quelle già presentate e rigettate con precedenti ordinanze (20/01/2021 e 24/11/2023), senza emergere elementi nuovi e determinanti. Il provvedimento di riconoscimento della continuazione a favore di Gaudino è stato valutato come non traslabile alla posizione di Imperato, essendo fondato su circostanze peculiari (ruolo apicale di Gaudino nel clan) non riconducibili all'imputato. Pertanto è stata confermata la preclusione derivante dal giudicato esecutivo; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Il principio richiamato è che l'istanza esecutiva meramente reiterativa di una richiesta già esaminata è inammissibile: il giudicato esecutivo preclude la riproposizione delle stesse questioni in assenza di nuovi elementi.
Norma rilevata nella vicenda relativa alla procedura esecutiva; nella contestazione si presumeva un'erronea applicazione da parte del giudice dell'esecuzione, ma la Corte ha ritenuto corretta la valutazione sull'inammissibilità per reiterazione.
Richiamato nel ragionamento relativo al cumulo e alla possibilità che una sopravvenienza di provvedimento di cumulo/modifica del cumulo costituisca novum idoneo a rivedere la valutazione sulla continuazione; la giurisprudenza ammette la riproposizione se sopravviene un provvedimento di cumulo che modifica la situazione esecutiva.
Articolo che permette la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità dell'impugnazione; qui applicato per la declaratoria di inammissibilità del ricorso e per profili di colpa legati all'impugnazione irrituale.
Massime di principio
- Una richiesta di applicazione della continuazione già rigettata non può essere riproposta a parità di fatti e ragioni: occorre un novum rilevante e non meramente reiterativo.
- Per costituire novum idoneo a superare il giudicato esecutivo, l'elemento deve essere cronologicamente sopravvenuto rispetto alla decisione impugnata o essere precedente/coevo ma non considerato dal giudice; elementi riferiti a terzi (coimputati) sono rilevanti solo se trasferibili alla posizione dell'istante.
- La decisione favorevole alla continuazione per un coimputato non incide automaticamente sulla posizione degli altri: la valutazione dipende da elementi concreti e specifici (es. ruolo apicale o funzione nel gruppo) che possano dimostrare l'unitarietà del disegno criminoso anche per l'altro imputato.
- La qualità e il peso probatorio delle circostanze esposte (ruolo nell'organizzazione, dichiarazioni dei collaboratori, riscontri probatori) sono essenziali: deduzioni generiche o già conosciute non bastano a rimettere in discussione il giudicato esecutivo.
- Dal punto di vista processuale, proporre impugnazioni reiterative espone a declaratorie di inammissibilità e alla condanna alle spese; vale la pena valutare preventivamente se esistono effettivi elementi nuovi prima di riassumere la domanda.
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