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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49204/2023 del 11/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il nono motivo di ricorso, relativo al mancato riconoscimento, da parte della Corte d'appello di Catanzaro, delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza rispetto alle circostanze aggravanti. Il ricorrente sosteneva che la Corte di Cassazione avesse omesso di esaminare il motivo nel suo effettivo contenuto, motivando sul mancato riconoscimento delle attenuanti e non sul confronto e sul giudizio di prevalenza fra attenuanti e aggravanti.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha richiamato la nozione consolidata di errore di fatto (errore percettivo determinato da svista o disattenzione) e i suoi limiti: esclusione di errori di diritto o di valutazione, necessità che l'errore sia decisivo, e ammissibilità dell'impugnazione solo se l'omissione fosse dovuta a vera svista materiale e avrebbe mutato la decisione. Applicando questi principi, la Corte ha ritenuto che la motivazione contestata della sentenza impugnata esprimesse comunque una valutazione sul contenuto del motivo: avendo la Corte ritenuto non riconoscibili le attenuanti generiche, ne consegue logicamente che esse non potevano essere ritenute prevalenti sulle aggravanti. Perciò non sussisteva errore di fatto rettificabile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma che consente il ricorso straordinario per errore di fatto. La Corte ne delimita l'ambito: l'errore deve essere un vizio percettivo (svista/disattenzione) su risultanze processuali, decisivo per l'esito, ed esclude errori di diritto, interpretazione normativa o semplici critiche di valutazione.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (v. Sez. Un. n. 16103/2002, n. 37505/2011, n. 18651/2015 e richiamate)

    La giurisprudenza ha definito l'errore di fatto come errore percettivo influente sulla formazione della decisione; ha chiarito i limiti dell'istituto (non riguarda valutazioni di merito o di diritto), l'ammissibilità dell'omessa valutazione di motivi solo se dovuta a svista materiale e la necessità del carattere decisivo dell'errore.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis è ammesso solo per vizi percettivi e materiali (svista/disattenzione) sulle risultanze processuali e non per contestare valutazioni di merito o interpretazioni di diritto.
  • L'omissione di esame di un motivo da parte della Corte è rilevante ai fini del ricorso solo se è dovuta a una vera e propria svista materiale e se è dimostrabile che la lettura del motivo avrebbe inevitabilmente determinato una decisione diversa.
  • Se la Corte di merito o la Cassazione dichiara che le attenuanti generiche non sono riconosciute, ciò implica logicamente che non possono essere ritenute prevalenti rispetto alle aggravanti; quindi un'apposita censura sul giudizio di prevalenza può risultare priva di rilievo se la prima questione è stata risolta negativamente.
  • Non possono essere fatti valere con il ricorso per errore di fatto profili che siano essenzialmente questioni di valutazione della personalità o di valutazione probatoria: tali profili devono essere impugnati con i rimedi ordinari nei limiti consentiti.
  • In caso di possibile svista della Corte, il ricorrente deve documentare chiaramente l'omissione materiale e dimostrare il rapporto causale necessario tra la svista e la diversa decisione che si sarebbe adottata, altrimenti il ricorso sarà rigettato e condanna alla rifusione delle spese.

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