Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49041/2023 del 11/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Messina che aveva ritenuto il sindaco XIMONE unico "datore di lavoro" responsabile di plurime violazioni del d.lgs. n. 81/2008 (mancata redazione del DVR, mancata nomina del RSPP, mancata nomina del medico competente, mancata informazione ai lavoratori). Il ricorrente deduceva errore di diritto e vizio di motivazione per aver il Tribunale ignorato la documentazione che, secondo la difesa, attestava l'attribuzione della qualifica datoriale all'ing. ANASTASI (responsabile dell'area Territorio e Ambiente), con autonomi poteri di gestione e spesa; contestava inoltre l'applicazione errata dell'istituto della delega (art.16 d.lgs.81/08) anziché valutare la possibile designazione autonoma della responsabilità datoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché i reati contravvenzionali ascritti a XIMONE sono ormai estinti per prescrizione (termine massimo quinquennale). Nel motivare l'annullamento la Corte ha ritenuto non manifestamente infondate le doglianze del ricorrente: il Tribunale non ha adeguatamente valutato la plausibilità della tesi difensiva circa l'attribuzione della qualifica di datore di lavoro all'ANASTASI (secondo orientamento giurisprudenziale la individuazione di un dirigente come datore di lavoro può trasferire tutte le funzioni datoriali, anche quelle non delegabili), e quindi il ricorso non poteva essere considerato manifestamente infondato. Tuttavia, poiché è intervenuta la prescrizione, la sentenza è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro)

    art. 2 comma 1 lett. b; art. 16; art. 16 comma 3; art. 17

    L'interpretazione richiamata nella sentenza di legittimità distingue tra: (a) la delega di funzioni disciplinata dall'art.16 (con limiti di delegabilità e conservazione di obblighi di vigilanza da parte del datore originario), e (b) l'individuazione/designazione ai sensi dell'art.2 lett. b, che può trasferire al dirigente pubblico le funzioni datoriali, comprese quelle non delegabili. L'art.16 comma 3 è richiamato in relazione agli effetti della delega che non esonera completamente il datore originario dagli obblighi di garanzia, mentre l'art.17 riguarda i poteri non delegabili.

Massime di principio

  • In enti pubblici va verificata la natura dell'atto: una delega (art.16) è diversa da una individuazione o designazione del dirigente quale datore di lavoro (art.2 lett. b); la prima conserva limiti e obbligo di vigilanza del delegante, la seconda può trasferire funzioni datoriali più ampie.
  • La qualificazione formale del soggetto come "datore di lavoro" deve emergere da atti e documentazione amministrativa (delibere, determinazioni, attribuzioni di responsabilità e di spesa); in assenza di tale prova l'originario garante (es. sindaco) può rimanere responsabile.
  • Il giudice deve confrontare e valutare effettivamente la documentazione prodotta dalla difesa che possa dimostrare l'esistenza di una autonoma posizione datoriale — il mero richiamo automatico ai limiti della delega senza valutare la possibile individuazione è viziabile.
  • Anche quando la designazione sembri avvenuta, occorre verificare poteri concreti (gestione, spesa, attribuzioni organizzative): la sussistenza di poteri di gestione e di spesa è un elemento probatorio rilevante per riconoscere la posizione datoriale al dirigente.
  • Se è invece accertata solo una delega ex art.16, l'originario datore mantiene comunque obblighi di garanzia e un obbligo di vigilanza, e la responsabilità penale può permanere in capo al delegante nei limiti previsti.
  • In termini processuali, l'accoglimento del motivo di invalidità della qualificazione datoriale può portare anche all'annullamento della condanna; tuttavia l'eventuale estinzione del reato per prescrizione può determinare l'annullamento senza rinvio, impedendo decisioni di merito sulla questione sostanziale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.