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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13987/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la condanna per appropriazione indebita: il difensore deduceva (1) la prescrizione del reato relativo alla fattura n. 879 del 20/12/2013; (2) travisamento della prova e carenza istruttoria (mancato ascolto di ragionieri e clienti, incongruenze nelle dichiarazioni dei testi dell'accusa, molte quietanze non firmate); (3) mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. per particolare tenuità del fatto e vizio nel calcolo della somma contestata (discrepanza tra importo in denuncia e importo contestato), nonché contestazione che le condotte fossero assorbite dal vincolo della continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto solo il primo motivo: ha dichiarato estinto per prescrizione il reato relativo alla fattura del 20/12/2013 (fattura n. 879/4) e ha annullato quella parte della sentenza senza rinvio. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile; l'affermazione di responsabilità sui residui capi è stata dichiarata irrevocabile. La Corte ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Salerno per la rideterminazione della pena in relazione ai rimanenti reati.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Norma sostanziale che disciplina il reato di appropriazione indebita, contestato al ricorrente come nucleo della fattispecie.

  • art. 81, comma 2 cod. pen.

    Rinvio alla disciplina della continuazione tra più delitti (unificazione ai fini di alcune conseguenze giuridiche).

  • art. 61 n.11 cod. pen.

    Aggravante o circostanza rilevata in relazione al comportamento (citata nel capo di imputazione), valutata nel giudizio di merito.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ricorda che la presenza della continuazione non esclude automaticamente il beneficio, ma richiede una valutazione concreta della pluralità dei reati e delle circostanze (durata, gravità, esiguità del danno, capacità a delinquere, comportamento successivo, ecc.).

  • art. 133 cod. pen.

    Norma sulle circostanze da prendere in considerazione nella determinazione della pena, richiamata in combinato con l'art. 131-bis per valutare la condotta contemporanea o susseguente al reato.

  • Giurisprudenza della Cassazione (principio sulla prescrizione nei reati in continuazione)

    Sez. 2, Sent. n. 36376 del 23/06/2021; Sez. 3, n. 5444 del 10/11/1975, ecc.

    Principio secondo cui, nei reati unificati dal vincolo della continuazione, la prescrizione intervenuta per uno dei reati deve essere rilevata anche in sede di cassazione, poiché la continuazione non trasforma le singole fattispecie in reato autonomo agli effetti della definitività del capo.

Massime di principio

  • Se, in tema di reati legati dal vincolo della continuazione, uno dei reati si è estinto per prescrizione, la Cassazione deve dichiarare l'estinzione anche se i motivi di ricorso relativi a quel reato risultino inammissibili; la continuazione non impedisce automaticamente la rilevazione della prescrizione.
  • Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove: i motivi che chiedono una rivalutazione del compendio probatorio sono, di norma, inammissibili o manifestamente infondati se non indicano specifici vizi di motivazione.
  • La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) può essere valutata anche quando vi sia continuazione, ma la presenza di più fatti richiede un esame concreto della durata, della ripetizione, del danno e della personalità dell'autore per verificare se sussistano gli elementi ostativi (abitualità, gravità, estensione del disvalore).
  • In presenza di contestazioni su calcolo del danno o sulla ricostruzione quantitativa degli ammanchi, il difensore deve evidenziare errori formali o di diritto e, se necessario, chiedere accertamenti istruttori nell'istruttoria di merito: la Cassazione non compie accertamenti di fatto nuovi.
  • Se la difesa eccepisce omissioni istruttorie (testimoni non ascoltati, documenti mancanti), è strategico sollecitare tali approfondimenti nei gradi di merito; in Cassazione tali censure saranno difficili da far valere se non dimostrano un concreto vizio di motivazione o violazione di regole processuali rilevanti.

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