Cassazione Penale, Sentenza n. 40779/2024 del 06/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino (20/11/2023) deducendo plurime censure: vizio di motivazione con riguardo alle fatture ritenute oggettivamente e soggettivamente inesistenti; mancata o insufficiente distinzione e indicazione delle fatture nel capo di imputazione (presunta indeterminatezza del capo b)); violazione del principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio; omissione nella valutazione delle prove a discarico e degli argomenti difensivi; rifiuto ingiustificato della rinnovazione istruttoria (richiesta di perizia contabile o acquisizione di un campione di fatture); presumibile nullità per eccessiva genericità del capo di imputazione e violazione del diritto di difesa; contraddittorietà tra la ricostruzione di primo e secondo grado (cd. doppia conforme) e mancata correlazione tra imputazione e motivazione della sentenza.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondati i motivi sollevati: il capo di imputazione non è indeterminato in quanto le fatture contestate erano identificabili per categoria e tramite il richiamo alla documentazione sequestrata; la valutazione probatoria dei giudici di merito (anche nella cosiddetta 'doppia conforme') è stata ritenuta congrua e sufficiente a distinguere fatture oggettivamente e soggettivamente inesistenti; le richieste di rinnovazione dell'istruttoria sono eccezionali e correttamente rigettate alla luce della completezza degli atti; le ricostruzioni difensive alternative non hanno superficie critica decisiva idonea a travolgere il convincimento motivato dei giudici di merito. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma che incrimina la fatturazione falsa; la Corte ritiene che la contestazione ex art. 2 sia sufficientemente individuata anche se non elenca analiticamente ogni fattura quando queste sono identificabili per categorie e rimandate alla documentazione istruttoria
Richiamato per le imputazioni relative ad altre annualità/atti contestati: applicato nel contesto della valutazione delle fatture contestate alla luce degli atti d'indagine
Richiamato in motivazione a proposito di contestazioni diverse (assoluzione per reato associativo): la Corte distingue profili diversi (tributari vs. associazione), osservando che alcune risultanze relative a disposizioni verso sub-vettori attengono a contestazioni penali diverse e non scalfiscono il quadro probatorio tributario
Codice di procedura penale, art. 533
Richiamato in relazione al principio della prova 'oltre ogni ragionevole dubbio' introdotto dalla legge n.46/2006: la Corte chiarisce che questo principio non modifica il perimetro del sindacato di legittimità sulla motivazione e non legittima la cassazione per mera esistenza di ricostruzioni alternative
Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. e)
Norma sul motivo di ricorso per vizio di motivazione: la Corte applica i criteri giurisprudenziali per valutare quando le asserite incongruenze argomentative siano tali da giustificare annullamento
Codice di procedura penale, art. 616
Norma che regola l'onere delle spese nel procedimento di cassazione: la Corte condanna i ricorrenti a sostenere le spese a loro carico
Costituzione, art. 111
Richiamato dalle difese (diritto a processo equo): la Corte ritiene che il diritto di difesa sia rispettato, non emergendo pregiudizio effettivo derivante dall'eventuale diversa formulazione della imputazione
Convenzione EDU, art. 6
Richiamato in relazione al giusto processo; la Corte ritiene che, sulla base del complesso probatorio e del contraddittorio svolto, non sia stata violata la garanzia del giusto processo
Codice di procedura penale, art. 619 comma 1
Citato per il principio che la Cassazione può correggere la motivazione quando la decisione in diritto sia comunque corretta; utilizzato per confutare censure difensive di natura formale
Codice di procedura penale, art. 192
Menziato nelle deduzioni difensive in tema di valutazione di prove documentali; la Corte però ritiene che le prove siano state adeguatamente valutate dai giudici di merito
Massime di principio
- Il capo di imputazione nei reati tributari non deve necessariamente elencare ogni singolo documento contestato se le fatture sono identificabili mediante riferimento a categorie omogenee e alla documentazione d'indagine: la specificità può essere assicurata dal richiamo agli atti sequestrati.
- La 'doppia conforme' (motivazione combinata di primo e secondo grado) è legittima: se l'appello ripropone questioni già esaminate e non introduce elementi nuovi decisivi, il giudice d'appello può motivare per relationem, e la cassazione non annulla per mere omissioni argomentative non macroscopiche.
- La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria (es. perizia contabile) è eccezionale; il rinnovamento deve essere motivato specificamente e si nega se i giudici ritengono l'istruttoria già completa e idonea alla decisione.
- Una ricostruzione difensiva alternativa difficilmente abbatte una motivazione articolata: la Corte di cassazione non sostituisce il giudizio di merito a fronte di mere rivalutazioni alternative, salvo che emergano vizi di evidente gravità (ictu oculi).
- La violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza sussiste solo se vi è una trasformazione radicale dell'oggetto dell'imputazione tale da pregiudicare concretamente il diritto di difesa; differenze formali o riferimenti errati non bastano se l'imputato ha potuto esercitare il contraddittorio sul contenuto sostanziale dell'accusa.
- L'omessa esplicita replica a tutte le argomentazioni difensive non comporta automaticamente nullità se le deduzioni difensive sono generiche, non decisive o logicamente incompatibili con il quadro probatorio complessivo valutato dai giudici di merito.
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