Cassazione Penale, Sentenza n. 40675/2024 del 06/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
impugnazione della decisione penale relativa al possesso di un "tirapugni in metallo"; la questione centrale era se il tirapugni debba essere qualificato come oggetto "naturalmente e oggettivamente" idoneo all'offesa e se la sua detenzione integri profili di illiceità rilevanti ai fini penali
La decisione
La Corte ha confermato l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale il "tirapugni in metallo" è uno strumento dalla naturale e oggettiva finalità offensiva: impugnato, serve ad incrementare lo spessore lesivo di un colpo o di un'azione violenta. Ne consegue che la detenzione è rilevante ai fini penali; la sentenza impugnata è stata quindi confermata (ossia il ricorso è stato rigettato) e la condanna/decisione a carico dell'imputato è stata mantenuta
Massime di principio
- Il "tirapugni" e strumenti analoghi vanno qualificati come oggetti atti ad offendere quando, per forma e destinazione, sono idonei ad incrementare la lesività di un atto violento
- La qualificazione come oggetto ad offendere può prescindere dall'effettivo uso: la mera detenzione, soprattutto se il contesto e le modalità di porto appaiono riconducibili a finalità offensive, è idonea a integrare profili di illiceità
- Nella valutazione è rilevante l'oggettiva attitudine dello strumento a cagionare danno e la sua destinazione d'uso; elementi probatori (circostanze del rinvenimento, dichiarazioni, modalità di occultamento) sono decisivi per accertare l'intento
- In casi analoghi, la difesa può cercare di provare uso legittimo o mancanza di consapevolezza circa la offensività dello strumento, ma tale argomentazione è difficilmente efficace se lo strumento è chiaramente idoneo ad offendere
- Le decisioni giurisprudenziali che qualificano certi oggetti come intrinsecamente offensivi possono giustificare misure penali e amministrative (sequestro, confisca, sanzioni), oltre a influire sulla determinazione della pena
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