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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21001/2022 del 30/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte d'appello di Torino del 07/01/2021 che aveva dichiarato inammissibile l'appello avverso la sentenza del 21/12/2016 del Tribunale di Verbania che lo aveva ritenuto responsabile del delitto di furto (art. 624 c.p.). In cassazione sono stati proposti quattro motivi: 1) violazione di norme processuali per la declaratoria di inammissibilità per mancata specificità dell'appello; 2) vizio della motivazione sulla sussistenza dell'elemento materiale del reato; 3) difetto di motivazione circa la mancata concessione della circostanza attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.; 4) difetto di motivazione sulla mancata sostituzione della pena ex art. 53 legge 689/1981.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto non manifestamente infondata la censura relativa alla declaratoria di inammissibilità dell'appello (primo motivo). Di conseguenza ha effettuato il calcolo della prescrizione: il reato, commesso il 31/07/2013, senza sospensione e tenendo conto dell'interruzione, è andato in prescrizione il 31/01/2021. Per questo motivo la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma che definisce il delitto contestato (furto). La Corte non è entrata nel merito della valutazione della responsabilità perché ha disposto l'annullamento per estinzione del reato per prescrizione.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante la cui mancata concessione era oggetto di censura; la Corte di cassazione non ha esaminato il merito della valutazione della circostanza perché ha deciso l'annullamento per prescrizione dell'offesa.

  • art. 53 legge 689/1981

    Norma sulla sostituzione della pena richiamata nel ricorso. Anche su questo profilo la Corte non si è pronunciata nel merito dovendo pronunciare l'estinzione del reato per prescrizione.

  • norme sulla prescrizione

    La Corte ha calcolato il termine di prescrizione in relazione alla data del fatto (31/07/2013), valutando l'assenza di sospensione e l'effetto dell'interruzione, e ha rilevato che la prescrizione si è perfezionata il 31/01/2021; conseguentemente si è disposto l'annullamento senza rinvio perché il reato era estinto.

Massime di principio

  • Se la Cassazione ritiene non manifestamente infondata una censura sulla declaratoria di inammissibilità dell'appello, deve verificare l'eventuale impatto temporale (es. prescrizione) prima di limitarsi a dichiarare l'inammissibilità.
  • Quando, al momento della pronuncia di legittimità, il reato risulti estinto per prescrizione, la Corte può annullare senza rinvio la sentenza impugnata (non rimandando il merito al giudice di merito).
  • Il calcolo della prescrizione deve tener conto di tutte le sospensioni e interruzioni; la parte interessata (difesa) dovrebbe verificare e documentare tali eventi per tempo, perché la prescrizione può estinguere il reato anche durante i gradi successivi del processo.
  • Le censure relative al merito (es. valutazione dell'elemento materiale, concessione di circostanze attenuanti, sostituzione della pena) possono rimanere non esaminate se la questione della prescrizione viene decisa favorevolmente all'imputato.
  • Per evitare che un vizio formale dell'appello (mancata specificità) pregiudichi la posizione dell'imputato, il difensore dovrebbe tempestivamente impugnare in Cassazione l'ordinanza di inammissibilità e sollevare il profilo prescrizionale se ricorre il rischio di estinzione del reato.

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