Cassazione Penale, Sentenza n. 2566/2024 del 22/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il curatore impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di dissequestro e restituzione di una parte delle somme sequestrate sui conti della società. Sosteneva che le somme accreditate sui conti dopo la consumazione del reato tributario non potevano costituire "profitto" confiscabile in via diretta ai sensi dell'art.12-bis d.lgs.74/2000, perché il profitto nei reati tributari consisterebbe nel risparmio di spesa (le somme che non sono state destinate al pagamento delle imposte alla scadenza) e non nelle somme poi affluite sul conto; in alternativa chiedeva la rimessione alle Sezioni Unite per soluzione della questione.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha applicato il principio delle Sezioni Unite n.42415/2021 secondo cui, quando il profitto del reato si traduca in denaro, la confisca delle somme depositate su conto corrente di cui il soggetto ha la disponibilità è confisca diretta e non richiede prova di nesso di derivazione materiale fra la somma e il reato. Ha affermato che tale principio è applicabile anche ai reati tributari: l'accrescimento patrimoniale e il mancato decremento delle risorse (risparmio di spesa) sono concetti equivalenti. Il ricorso è stato dunque respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali ai sensi dell'art.616 cod.proc.pen.
Norme richiamate
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 12-bis
Consente la confisca diretta del profitto nei reati tributari; la Corte interpreta la norma nel senso che la confisca diretta può colpire somme di denaro depositate su conti anche se affluite dopo la commissione del reato, trattandosi di bene fungibile e di espressione del risparmio di spesa derivante dall'illecito
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 - art. 10-quater
Norma che disciplina il reato contestato (indebite compensazioni e connessi profili di illecito tributario); la sentenza richiama che l'illecito contestato è quello da cui è scaturito il sequestro originario
Norma processuale che autorizza la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il curatore alla rifusione delle spese
Sezioni Unite della Corte di Cassazione
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021
Principio di diritto secondo cui quando il profitto o prezzo del reato è costituito da denaro la confisca delle somme sul conto corrente è confisca diretta e, per la natura fungibile del denaro, non necessita di prova del collegamento diretto tra la somma concretamente prelevata e l'illecito; principio esteso anche ai reati tributari dalla Corte
Cassazione Penale - altre pronunce rilevanti
Sez.3, n. 42616 del 20/09/2022 (L'Angolana); Sez.3, n. 41589 del 16/05/2023 (Castelfer); Sez.3, n. 3575 del 26/11/2021; Sez.3, n. 30710 del 23/06/2022
Giurisprudenza di legittimità che ha confermato l'applicazione del principio delle Sezioni Unite al caso dei reati tributari, ribadendo la possibilità di confisca diretta di somme affluite anche successivamente alla commissione del reato
Cassazione Penale - decisione citata dalla difesa
Sez.3, n. 11086 del 04/02/2022 (Pulvirenti)
Pronuncia che aveva affermato una soluzione diversa in un contesto fattuale specifico (somme affluite nella gestione commissariale di una società in amministrazione straordinaria), richiamata dalla difesa ma ritenuta non contrastante con il dictum delle Sezioni Unite
Massime di principio
- Se il profitto del reato si concreta in denaro e il soggetto ha la disponibilità di somme su conto corrente, la confisca può essere ordinata in via diretta anche se le somme sono affluite dopo la commissione del reato, per la natura fungibile del denaro (applicazione Sez. U. 42415/2021).
- Nei reati tributari il "risparmio di spesa" (la mancata erogazione alla spesa fiscale) può essere considerato equivalente all'accrescimento patrimoniale: quindi somme presenti sul conto che riflettono tale vantaggio sono confiscabili direttamente ex art.12-bis d.lgs.74/2000.
- Non è sempre necessario dimostrare il nesso materiale fra la specifica somma sul conto e l'evento criminoso quando si applica la regola della confisca diretta su beni fungibili (denaro).
- Fattispecie particolari (es. somme gestite nell'ambito di amministrazione straordinaria o commissariale, o apporti chiaramente di terzi) possono richiedere un esame puntuale e talvolta condurre a soluzioni diverse: le pronunce che riconoscono limiti o eccezioni (es. Pulvirenti) vanno valutate rispetto al contesto fattuale.
- Se si vuole contrastare la confisca diretta, utile produrre elementi tali da dimostrare che le somme non costituiscono profitto dell'illecito (provenienza terza, vincoli, contemporanea destinazione a spese non eludibili), oppure prospettare la confisca per equivalente con prova del nesso con i beni disponibili.
- Quando sussistono contrastanti precedenti giurisprudenziali la rimessione alle Sezioni Unite è una strada possibile, ma se esiste già un pronunciamento delle Sezioni Unite che ha definito il principio, la rimessione è meno verosimile.
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