Cassazione Penale, Sentenza n. 2562/2024 del 22/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il provvedimento del GIP del 15/06/2022. Il provvedimento impugnato aveva disposto il sequestro dell'intero capitale sociale di Green Wind s.r.l. e Prininvest s.r.l. (collegate al nucleo familiare) e il sequestro preventivo di vari beni, per il reato previsto dall'art. 11 d.lgs. 74/2000 (con aggravante per somma dovuta pari a €1.235.920,17). Il ricorrente deduceva: 1) insufficienza del fumus commissi delicti (i trasferimenti sarebbero avvenuti a valore di mercato e non avrebbero svuotato il patrimonio); 2) che i cessionari (Green Wind e Prininvest) sono responsabili in solido dei debiti fiscali e dunque la garanzia patrimoniale non risulta compromessa; 3) difetto di motivazione circa il periculum in mora/peggioramento del pregiudizio erariale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione principale: il primo motivo attiene a vizi di motivazione (contestazione di fatto/valutazione di merito) non a violazione di legge, mentre la motivazione dell'ordinanza impugnata è ritenuta adeguata e coerente con le risultanze processuali (emergono trasferimenti sistematici a società di famiglia finalizzati a disperdere il patrimonio a garanzia del debito fiscale). I motivi secondari (responsabilità solidale dei cessionari e periculum) non erano stati dedotti in sede di riesame e dunque risultano inammissibili per mancata allegazione nelle fasi procedurali precedenti; inoltre sarebbe necessario accertare fatti di merito (es. natura delle cessioni, date, se ramo d'azienda) per valutare la responsabilità dei cessionari. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna al pagamento in favore della Cassa delle ammende di €3.000,00 e alle spese del procedimento ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. 74/2000, art. 11
Nel reato di cui all'art. 11 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, il dolo specifico costituito dal fine di sottrarsi al pagamento delle imposte... ricorre anche laddove l'atto simulato o fraudolento sia compiuto anche per altre distinte ed autonome finalità
La Corte richiama che il dolo specifico di sottrarsi al fisco può coesistere con altre finalità dell'atto; dunque la presenza di altre ragioni economiche non esclude la sussistenza del reato tributario se emergono elementi che rendono plausibile l'intento di disperdere garanzie patrimoniali
d.lgs. 472/1997, art. 14
Prevede la responsabilità solidale del cessionario per imposte e sanzioni riferibili agli anni in cui è avvenuta la cessione e ai due anni precedenti; la Corte osserva che l'applicabilità richiede accertamenti di merito (es. che sia stato ceduto un ramo d'azienda o beni inerenti) e prova documentale da parte del contribuente
cod. proc. pen., art. 325, comma 1
Il ricorso per cassazione contro le misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge; quindi sono inammissibili i motivi che si limitano a contestare la valutazione delle prove o la logica della motivazione quando non configurano un vizio di legge
cod. proc. pen., art. 324, comma 7 (richiamo art. 309, comma 9 e art. 321)
Norme richiamate nella contestazione del ricorrente in tema di requisiti del sequestro e necessità del fumus e del periculum; la Corte rileva però che l'ordinanza di riesame ha fornito una motivazione adeguata su fumus e periculum, per cui non si configura violazione di legge
cod. proc. pen., art. 606, comma terzo
Richiamato per il principio che motivi non dedotti in sede di riesame (equiparata all'appello) risultano inammissibili in Cassazione se fondati su violazione di legge non sollevata anteriormente
cod. proc. pen., art. 616
Norma applicata per la condanna al pagamento in favore della Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso
cod. pen., artt. 81 e 110 (richiamati nel fatto)
Riferimenti agli artt. del codice penale relativi alla concorso e alle pene applicate; citati a descrizione dell'impianto accusatorio nei confronti dell'indagato
Massime di principio
- In Cassazione il ricorso contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge: critiche alla motivazione o valutazioni di merito sono spesso inammissibili se non configurano un concreto vizio normativo
- Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca in materia tributaria è necessario dimostrare fumus commissi delicti e periculum; tuttavia la presenza di trasferimenti sistematici a società di familiari può giustificare, anche sommariamente, il fumus e il pericolo di dispersione patrimoniale
- Il fatto che un trasferimento sia avvenuto a prezzo di mercato non esclude automaticamente la fraudolenza: va valutato il contesto (tempi, modalità, ripetitività e rapporto tra debiti e cessioni) per capire se sussiste dolo specifico
- La responsabilità del cessionario per debiti tributari (art. 14 d.lgs. 472/1997) richiede accertamenti di merito: è rilevante se è stato ceduto un ramo d'azienda o singoli beni, e occorre prova documentale (libri, certificati) per dimostrare l'inerenza del debito
- Motivi non sollevati nelle fasi procedurali precedenti (es. riesame) possono risultare inammissibili in Cassazione per carenza di deduzione precoce: è essenziale dedurre tutte le questioni di diritto nelle sedi già previste
- La motivazione del giudice del riesame deve, comunque, indicare in modo almeno sommario le ragioni che rendono sostenibile l'impostazione accusatoria; una motivazione chiara e coerente rende difficile il successo di impugnazioni basate su contestazioni di fatto
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