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Sentenza

Sentenza n. 323/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 774/2024 emessa dal Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 11/06/2024.

Giustizia amministrativa202501528

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per tre annualità, oltre rivalutazione monetaria o interessi legali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza nei confronti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, deducendo la perdurante inosservanza della sentenza passata in giudicato del Tribunale di Bologna, notificata al domicilio reale dell’amministrazione. La sentenza ottemperanda aveva riconosciuto il diritto della docente a percepire la Carta del docente per tre annualità, oltre alla maggior somma tra rivalutazione monetaria e interessi legali dal dovuto al saldo. Essendo decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla legge per l’esecuzione spontanea e non avendo il Ministero provveduto, la ricorrente ha chiesto l’ordine di esecuzione e la nomina di un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inadempimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza del Tribunale di Bologna era passata in giudicato, era stata ritualmente notificata all’amministrazione e che il termine di 120 giorni per l’adempimento spontaneo era inutilmente decorso. Ha quindi ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza ottemperanda, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza. Per l’eventuale ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato sin d’ora un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna o in un funzionario da questi delegato, da attivarsi su istanza della ricorrente entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 300 euro di spese di giudizio, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato effettivamente versato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all’amministrazione l’esecuzione del giudicato e di nominare un commissario ad acta per l’eventuale persistente inadempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’accertamento del passaggio in giudicato della pronuncia, della sua rituale notificazione all’amministrazione e del decorso del termine dilatorio previsto per l’adempimento spontaneo legittima l’ordine giudiziale di esecuzione nei confronti dell’amministrazione inadempiente.
  • Quando l’amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato entro il termine previsto, il giudice dell’ottemperanza può fissare un termine ulteriore per l’adempimento e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza della parte in caso di ulteriore inerzia.
  • L’esecuzione del giudicato deve avvenire nei limiti e secondo il contenuto delle statuizioni della sentenza ottemperanda, con detrazione delle somme eventualmente già corrisposte dall’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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