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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06844/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso del Comune, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e, decidendo nel merito, ha rigettato il ricorso originario della società contribuente avverso il diniego di rimborso IMU. Ha inoltre compensato le spese dell'intero giudizio, valorizzando il recente consolidarsi dell'orientamento giurisprudenziale sulla questione.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dal diniego, da parte del Comune, del rimborso dell'IMU 2012 richiesta dalla società contribuente su un immobile concesso in leasing finanziario. Il giudizio ha riguardato la corretta individuazione del soggetto passivo IMU nel periodo successivo alla risoluzione del contratto di leasing per inadempimento dell'utilizzatore ma anteriore alla materiale riconsegna del bene. La Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello della società, ritenendo dovuta l'imposta non già dall'utilizzatore, ma dal proprietario/locatore. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione degli artt. 8 e 9 del d.lgs. n. 23/2011 e dell'art. 1, comma 672, della l. n. 147/2013, sostenendo che l'IMU dovesse gravare sull'utilizzatore sino alla riconsegna materiale dell'immobile; (2) violazione dell'art. 1, comma 672, l. n. 147/2013 e dell'art. 12 preleggi, censurando l'applicazione di una norma entrata in vigore solo dal 1° gennaio 2014 a una fattispecie relativa all'anno 2012.

Norme richiamate

  • artt. 8 e 9 d.lgs. 14 marzo 2011 n. 23

    Ai fini IMU, nel leasing rileva la detenzione qualificata fondata sul vincolo contrattuale; cessato il contratto per risoluzione, la soggettività passiva ritorna al proprietario/locatore anche se il bene non è ancora stato materialmente riconsegnato.

  • art. 1, comma 672, l. 27 dicembre 2013 n. 147

    La disposizione riguarda la TASI e, secondo la Corte, non è norma interpretativa né può essere estesa analogicamente all'IMU, anche per la diversa struttura e il diverso presupposto impositivo dei due tributi.

  • art. 12 preleggi

    È richiamato per escludere l'applicazione retroattiva della disciplina sopravvenuta alla controversia relativa all'anno 2012.

  • art. 1, comma 703, l. 27 dicembre 2013 n. 147

    La norma conferma che l'istituzione della IUC lascia salva la disciplina dell'IMU, impedendo di estendere alla stessa la regola prevista per la TASI.

Massime di principio

  • Nel leasing immobiliare, dopo la risoluzione del contratto per inadempimento dell'utilizzatore, la soggettività passiva IMU si trasferisce automaticamente al locatore/proprietario, anche se il bene non sia stato ancora riconsegnato.
  • Ai fini IMU assume rilievo il vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell'utilizzatore, non la mera disponibilità materiale dell'immobile.
  • La disciplina TASI sulla permanenza dell'obbligo fino alla riconsegna del bene non è applicabile all'IMU, sia perché non ha natura interpretativa sia per la diversità del presupposto impositivo.
  • Quando un orientamento giurisprudenziale si consolida in corso di giudizio, può giustificare la compensazione delle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioRiscossione
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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