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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32191/2022 del 01/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il conflitto è stato ritenuto ammissibile. La decisione ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il reato di evasione è istantaneo con effetti permanenti e che il criterio certo per individuare il luogo di consumazione è il luogo in cui l'imputato avrebbe dovuto trovarsi in detenzione domiciliare. Sulla base di tale principio è stata dichiarata la competenza del Tribunale di Arezzo e disposto che gli atti vengano trasmessi a detto ufficio.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Nel procedimento penale nei confronti di Giuseppe Facchineri per il reato di evasione (aggravata dalla recidiva) il Tribunale di Palmi ha sollevato conflitto di competenza ai sensi dell'art. 30 c.p.p. sostenendo che l'imputato era già stato citato a giudizio davanti al Tribunale di Arezzo per lo stesso fatto (decreto di citazione diretta a giudizio allegato dalla difesa). Il fatto contestato è il mancato rientro presso il domicilio in Caprese Michelangelo (Arezz0) dopo autorizzazione a recarsi al Tribunale di Palmi per testimoniare in data 12 gennaio 2016. Il conflitto è stato sollevato per determinare quale ufficio giudiziario fosse competente a giudicare la medesima condotta.

Norme richiamate

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Norma che legittima la sollevazione del conflitto di competenza tra giudici; applicata per segnalare la litispendenza e per far decidere quale ufficio sia competente a giudicare il medesimo fatto.

  • disposizioni del codice di rito sulla competenza

    Principio richiamato secondo cui, in caso di litispendenza, la risoluzione deve rispettare le norme formali di competenza previste dal codice e non essere determinata da criteri empirici di priorità procedurale.

  • principio del ne bis in idem (richiamato dalla giurisprudenza)

    È precisato che la preclusione del ne bis in idem non opera automaticamente con riferimento all'azione penale esercitata nel secondo procedimento quando sussiste litispendenza: la situazione deve essere regolata mediante conflitto positivo di competenza.

  • giurisprudenza consolidata sulla territorialità del reato di evasione (es. Sez. 6, Prushi, 06/03/2019 e altre)

    Sez. 6, n. 20555 del 06/03/2019, Prushi; Sez. 6, n. 14037 del 30/09/2014, Iocco; Sez. 7, n. 8147 del 19/12/2013, Damiani

    Secondo la giurisprudenza citata la competenza territoriale per il reato di evasione si individua nel luogo in cui è accertata la violazione (ossia dove è constatata l'assenza dall'abitazione in cui doveva sussistere la detenzione domiciliare), e non nel luogo dove è intervenuta l'autorizzazione a spostarsi.

Massime di principio

  • Il conflitto positivo di competenza è lo strumento corretto per risolvere la litispendenza tra uffici giudiziari quando più giudici sono chiamati a giudicare lo stesso fatto e la stessa persona; non si risolve con la mera priorità temporale degli atti.
  • Nel reato di evasione dagli arresti domiciliari la territorialità si determina in base al luogo in cui è accertata l'assenza dell'imputato dal luogo di detenzione (dove avrebbe dovuto trovarsi), non in base al luogo da cui l'imputato è stato autorizzato a muoversi.
  • La preclusione del ne bis in idem non impedisce l'esercizio dell'azione penale nel secondo procedimento quando esiste litispendenza: la questione va regolata tramite le regole sui conflitti di competenza.
  • Quando emergono più procedimenti per lo stesso fatto, la concentrazione dovrebbe avvenire dinanzi al giudice precostituito per legge secondo le norme di competenza del codice di rito; criteri empirici (es. maggiore ampiezza dell'indagine o priorità) devono essere subordinati a tali norme.
  • In presenza di contestazioni concorrenti tra uffici, è opportuno allegare e documentare tempestivamente atti rilevanti (es. decreto di citazione) per consentire una rapida definizione del conflitto e la trasmissione degli atti all'ufficio competente.

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