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Sentenza

Sentenza del 11/05/2018 n. 11447 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza della CTR Abruzzo, sostenendo che il terreno dovesse essere considerato edificabile ai fini ICI poiché inserito nel PRG in zona residenziale di completamento. La destinazione urbanistica a parcheggio pubblico, pur incidendo sul valore venale e quindi sulla base imponibile, non avrebbe escluso la natura edificabile dell'area né il presupposto impositivo. Il Comune ha inoltre dedotto che l'eventuale futura espropriazione non comportava l'esenzione dall'ICI.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso del Comune, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario del contribuente. Ha stabilito che un'area qualificata edificabile dal PRG resta soggetta a ICI anche se destinata alla realizzazione di un parcheggio pubblico o sottoposta a vincolo preordinato all'esproprio. Tali vincoli rilevano soltanto nella determinazione del valore venale e della base imponibile. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre B.F. è stato condannato a rimborsare al Comune le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1, lett. b)

    "un terreno è considerato edificatorio sia quando la edificabilità risulti dagli strumenti urbanistici generali o attuativi, sia quando, per lo stesso terreno, esistano possibilità effettive di costruzione"

    La nozione di area edificabile ai fini ICI è ampia e si fonda sulla qualificazione urbanistica o sulla mera potenzialità edificatoria. I vincoli che limitano concretamente l'edificazione non eliminano necessariamente tale natura, ma possono ridurre il valore imponibile.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 1

    Il presupposto dell'ICI è il possesso dell'immobile e non la sua capacità di produrre reddito o di incrementare il valore. Un vincolo destinato all'espropriazione non determina, da solo, l'esenzione dall'imposta.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5

    Il valore dell'immobile rileva ai fini della determinazione della base imponibile e dell'importo concreto dell'imposta. Le limitazioni urbanistiche possono quindi incidere sul valore venale, senza escludere l'imponibilità.

  • D.L. n. 203 del 2005, art. 11-quaterdecies, comma 16, convertito dalla L. n. 248 del 2005

    La disposizione è stata richiamata dal Comune nell'ambito della disciplina applicabile alla qualificazione delle aree edificabili ai fini fiscali.

  • D.L. n. 223 del 2006, art. 36, comma 2, convertito dalla L. n. 248 del 2006

    La norma è stata invocata insieme alla disciplina ICI per sostenere la rilevanza della qualificazione urbanistica dell'area ai fini fiscali.

  • D.P.R. n. 327 del 2001, art. 37, comma 8

    La disciplina dell'indennità di espropriazione può consentire un ristoro quando l'imposta pagata sul valore venale risulti superiore a quella calcolata sull'indennità effettivamente corrisposta, ma non esclude preventivamente l'assoggettamento all'imposta.

Massime di principio

  • Ai fini ICI, IMU e imposte analoghe, l'inserimento di un terreno in una zona edificabile del PRG è normalmente sufficiente a qualificare l'area come edificabile, anche se l'edificazione è limitata o condizionata.
  • La destinazione a parcheggio pubblico, servizi pubblici o altre finalità di interesse pubblico non determina automaticamente l'inedificabilità fiscale: occorre distinguere i vincoli di destinazione, che incidono sul valore, dai vincoli di inedificabilità assoluta.
  • Un vincolo preordinato all'esproprio o la futura espropriabilità del terreno non eliminano, prima dell'effettiva ablazione, il possesso del proprietario né l'obbligo tributario.
  • Le limitazioni urbanistiche devono essere considerate nella stima del valore venale dell'area e possono ridurre la base imponibile, ma non necessariamente escludere l'imposta.
  • Per contestare l'accertamento è quindi opportuno concentrarsi, oltre che sulla qualificazione urbanistica, sulla corretta quantificazione del valore venale, sui criteri di calcolo utilizzati dal Comune e sull'effettiva incidenza dei vincoli.

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