Cassazione Penale, Sentenza n. 15427/2023 del 12/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso verteva sull'ordinanza di non convalida dell'arresto per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il Pubblico Ministero ha censurato la decisione del giudice della convalida per violazione di legge, sostenendo che il giudice non si era limitato ad un controllo di mera ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria ma aveva invece effettuato una valutazione di merito. Dalle risultanze emergeva che l'indagato non si era fermato all'alt, era fuggito, aveva ingaggiato una colluttazione con i due operanti procurandone le lievi lesioni e deteneva cinque grammi di cocaina.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio secondo cui il giudice della convalida deve operare un controllo di mera ragionevolezza dell'arresto facoltativo in flagranza, senza sostituirsi alla valutazione della responsabilità penale o rivalutare le prove. Ha censurato l'ordinanza impugnata perché il giudice di primo grado aveva valorizzato le dichiarazioni del detenuto e rivalutato i referti medici, effettuando una valutazione di merito non consentita. In conseguenza di ciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza di non convalida e ha disposto la convalida dell'arresto di Bezzari Oussama.
Norme richiamate
La norma viene interpretata come riferimento ai presupposti che giustificano l'arresto in flagranza; il giudice della convalida deve verificare, con controllo di mera ragionevolezza, se le circostanze note all'epoca giustificavano la valutazione della polizia giudiziaria in ordine alla gravità del fatto o alla pericolosità dell'indagato.
Riferimento normativo ai reati suscettibili di arresto in flagranza; il controllo del giudice si limita a verificare l'ipotizzabilità di uno dei reati richiamati da questa norma nel momento dell'arresto.
art. 386, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamata come limite procedurale temporale del giudizio di convalida; il controllo di legittimità dell'operato della polizia deve tenere conto dei termini indicati dalla norma.
art. 390, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamata quale norma che disciplina termini e modalità del giudizio di convalida; il giudice deve operare entro i confini procedurali indicati, limitando il proprio esame alla ragionevolezza delle scelte della polizia giudiziaria.
Massime di principio
- Il giudice della convalida dell'arresto facoltativo in flagranza deve effettuare un controllo di mera ragionevolezza delle ragioni che hanno indotto la polizia giudiziaria a privare la libertà personale, non un sindacato di merito sulla responsabilità.
- Le motivazioni dell'arresto possono emergere dal contenuto del verbale di arresto e dagli atti complementari; non è richiesta una motivazione separata purché il contesto consenta al giudice di valutare la ragionevolezza dell'intervento.
- Non è corretto valorizzare, nella sede di convalida, elementi probatori emersi solo successivamente all'arresto se ciò conduce a una rivalutazione della sussistenza della condotta: ciò costituisce indebita estensione del controllo a giudizio di merito.
- Dichiarazioni del fermato che contraddicono la ricostruzione degli operanti possono essere valutate con maggiore approfondimento solo nelle fasi successive del procedimento, non nella verifica di convalida quando il parametro è la ragionevolezza dell'arresto.
- Fatti quali la fuga all'alt, l'aggressione agli operanti, il riscontro di sostanza stupefacente, se emergenti dal verbale, costituiscono elementi che possono legittimare la valutazione di procedere all'arresto sotto il profilo della gravità del fatto o della pericolosità.
- Se il giudice di merito esce dal perimetro del controllo di ragionevolezza e annulla la convalida, il Pubblico Ministero può proporre ricorso; la Corte può annullare senza rinvio quando accerta che il primo giudice ha effettuato una valutazione di merito non consentita.
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