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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24728/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per usura aggravata, contestando la valutazione della prova e la credibilità delle dichiarazioni delle persone offese (sostanzialmente Soscia Ezio e congiunti), denunciando l'assenza di riscontri esterni utili a provare l'entità degli interessi usurari. Contesta inoltre l'applicazione dell'aggravante prevista per la qualità di imprenditore delle persone offese (art. 644, comma 5, n. 4 c.p.), sostenendo che i prestiti non furono richiesti per esigenze lavorative ma per motivi personali, e chiede in subordine di dichiarare l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione previa esclusione dell'aggravante.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la corte di appello avesse fornito motivazione adeguata e congrua: le dichiarazioni delle persone offese sono state valorizzate insieme a riscontri consistenti (dichiarazioni della teste Deserti, testimonianze delle dipendenti del supermercato in ordine alla fittizietà del rapporto di lavoro, conversazioni intercettate con richieste pressanti di denaro, consulenza tecnica e assegni sequestrati). La censura relativa all'aggravante è stata dichiarata inammissibile per non essere stata dedotta in appello e comunque respinta alla luce della giurisprudenza che non richiede che il prestito sia destinato all'attività imprenditoriale. Il motivo sulla prescrizione è manifestamente infondato: con l'aggravante speciale la prescrizione non è ancora maturata (termine previsto tra settembre e ottobre 2026). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 644 comma 5 n. 4 c.p.

    L'aggravante speciale per l'attività imprenditoriale è applicabile quando le persone offese sono imprenditori; secondo la giurisprudenza richiamata dalla Corte non è necessario che il prestito sia stato contratto per esigenze direttamente connesse all'attività imprenditoriale.

Massime di principio

  • Le critiche generiche alla credibilità dei testi sono inefficaci: per ottenere l'accoglimento occorre dedurre elementi specifici che smentiscano i riscontri valorizzati dai giudici.
  • La valutazione della prova in materia di usura può legittimamente fondarsi su un insieme di elementi (dichiarazioni, intercettazioni, documenti, consulenze tecniche, assegni) che, presi congiuntamente, provano la sproporzione degli interessi.
  • L'aggravante prevista per le persone offese imprenditrici si configura indipendentemente dal fatto che il prestito sia stato destinato all'attività imprenditoriale; basta la qualità soggettiva della vittima.
  • Questioni non sollevate o dedotte in appello possono essere dichiarate inammissibili in sede di legittimità: è essenziale sollevare tempestivamente tutte le censure rilevanti.
  • La determinazione della prescrizione tiene conto delle circostanze aggravanti che possono modificare il termine prescrizionale; prima di invocare l'estinzione per prescrizione va verificato l'effetto delle aggravanti.
  • Ricorsi vaghi o basati su mere supposizioni rischiano l'inammissibilità e possono comportare condanna alle spese e ammende.

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