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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14872/2023 del 07/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Si impugnava la sentenza della Corte d'appello che aveva riformulato il fatto originario (da truffa ad appropriazione indebita), confermando la condanna penale e la condanna al risarcimento civile. Il ricorrente deduceva il difetto di motivazione in ordine al mancato esame e riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (occasionalità della condotta, modesta offensività, giovane età, quasi incensuratezza) e la sproporzione della liquidazione del danno rispetto al valore effettivo della bicicletta oggetto dell'appropriazione.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il motivo fondato per omessa motivazione (art. 606 c.1 lett. e c.p.p.) sui punti dedotti. Perciò ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al mancato esame delle circostanze attenuanti generiche e alla quantificazione del danno, rinviando per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Perugia. Ha tuttavia dichiarato irrevocabile l'affermazione di responsabilità penale (ossia la condanna rimane confermata per la responsabilità), lasciando agli ermellini di merito la valutazione sulle attenuanti e sulla misura del risarcimento.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto configurabile il vizio impugnatorio per omessa motivazione su punti decisivi: il mancato riscontro scritto alle specifiche richieste difensive comporta vizio di motivazione e giustifica la cassazione limitata.

  • art. 623, comma 1, lett. c, cod. proc. pen.

    art. 623, comma 1, lett. c, cod. proc. pen.

    Sulla base di questa norma la Suprema Corte ha disposto il rinvio ad altra Corte d'appello (Perugia) per il nuovo esame dei profili meramente decisionali omessi, in quanto la Corte di legittimità non può supplire alla discrezionalità del giudice del merito.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 6, n. 3724 del 25/11/2015, dep. 2016, Rv. 267723 - 01)

    Sez. 6, n. 3724 del 25/11/2015, dep. 2016, Rv. 267723 - 01

    Richiamata per confermare il principio secondo cui l'assenza di risposta del giudice di merito a deduzioni rilevanti della difesa costituisce insufficiente motivazione non sanabile in sede di legittimità.

Massime di principio

  • Il giudice del merito è obbligato a motivare esplicitamente il rigetto o l'accoglimento delle circostanze attenuanti generiche quando tali circostanze sono specificamente dedotte dalla difesa; la mancanza di tale motivo costituisce vizio di motivazione impugnabile in Cassazione.
  • La suprema corte non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione discrezionale degli elementi di fatto e delle circostanze: in caso di omissione motivazionale deve cassare e rinviare per nuovo esame.
  • Quando la liquidazione del danno civile appare sproporzionata rispetto al valore effettivo della cosa (es. bene usato come una bicicletta), la difesa deve dedurlo specificamente; la mancata risposta del giudice su questo punto è motivo di annullamento limitato.
  • La conferma della responsabilità penale può rimanere irrevocabile anche se la sentenza viene annullata parzialmente: la Cassazione può annullare solo gli aspetti viziati lasciando ferme le parti non viziate.
  • In fase difensiva è importante formulare deduzioni puntuali e documentate (valore del bene, circostanze personali) per impedire che il giudice ometta di valutare questioni decisive.
  • Se si ottiene la cassazione per omessa motivazione, il rinvio può essere disposto ad altra sezione o Corte territoriale per garantire imparzialità o corretto esame del punto omesso.

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