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Sentenza

Sentenza n. 2955/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’annullamento - del decreto rettorale n. 2797/2022 del 10 ottobre 2022, con cui sono stati approvati gli atti della procedura valutativa di chiamata per un posto di professore di ruolo di II fascia - settore concorsuale 06/L1 - settore scientifico disciplinare MED/41 - presso il Dipartimento di scienze medico -chirurgiche e medicina traslazionale - Facoltà di medicina e psicologia, da cui risulta che il dott. Marco Mercieri è vincitore: - dei verbali della procedura valutativa; - del decreto rettorale n. 2432 del 5 agosto 2022 di annullamento dell’individuazione del dr. Roberto Arcioni come vincitore della procedura valutativa e riavvio della procedura di valutazione del candidato Marco Mercieri.

Giustizia amministrativa202216340

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuta carenza d'interesse resa dal ricorrente, conseguente al rigetto dell'appello contro la precedente sentenza del TAR. Poiché è venuto meno l'interesse concreto e attuale alla decisione sulla legittimità degli atti impugnati, ha dichiarato il ricorso improcedibile. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito e delle ragioni sottese alla stessa.

TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto rettorale di approvazione degli atti della procedura valutativa e individuazione del nuovo vincitore, nonché decreto di annullamento della precedente individuazione del ricorrente come vincitore e di riavvio della procedura

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (università)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto rettorale che aveva approvato gli atti della procedura valutativa per la chiamata di un professore di ruolo di II fascia e dichiarato vincitore un altro candidato, nonché il precedente decreto con cui l'Università aveva annullato la sua individuazione come vincitore e riavviato la procedura. Ha dedotto l'illegittimità derivata degli atti impugnati, in quanto adottati in esecuzione della sentenza del TAR che aveva respinto il precedente ricorso, avente anche a oggetto il provvedimento di sua esclusione. Il ricorrente aveva appellato tale sentenza, ma, dopo che il Consiglio di Stato ne aveva respinto l'appello, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del presente giudizio.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non gli attribuisce una specifica incidenza sulla decisione.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, sopravviene il venir meno dell'interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione, anche a seguito della definizione sfavorevole del giudizio presupposto cui la controversia è connessa.
  • La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, se coerente con il sopravvenuto venir meno dell'utilità concreta conseguibile dall'eventuale accoglimento, consente al giudice di definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza d'interesse.
  • La regolazione delle spese può essere effettuata mediante compensazione quando il giudizio è definito in rito per sopravvenuta carenza d'interesse e le ragioni della definizione giustificano tale soluzione.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e abilitazione universitariaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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