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Sentenza

Sentenza n. 3390/2026 - Roma, Sezione 4T

per l’annullamento, previa sospensione degli effetti e di ogni idonea misura 1) dell’esito della prova scritta svolta il 21.10.2025, del concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 2970 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli del Ministero della Giustizia a, di cui n. 370 unità nell’Area Funzionari a supporto degli uffici notificazioni, esecuzioni e protesti (Cod. 01) e 2.600 unità nell'Area assistenti a supporto della giurisdizione e dei servizi di cancelleria (Cod. 02), pubblicato il 28.10.2025, nella parte di interesse; 2) dell’avviso di pubblicazione degli esiti delle prove scritte del 28.10.2025 e del relativo allegato, nelle parti lesive per parte ricorrente; 3) della prova stessa, nella parte in cui si prevedono i quesiti indicati in narrativa; 4) di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, e tra questi: a) i verbali di formulazione e di approvazione dei quiz di cui in narrativa; b) i verbali di correzione della prova scritta di parte ricorrente; c) la graduatoria finale ove pubblicata nelle more del giudizio; d) i contratti di lavoro eventualmente stipulati nelle more del presente giudizio; e) gli avvisi di assegnazione sede e di immissione in servizio pubblicati nelle more del giudizio; nonché per l’accertamento del diritto della ricorrente al riesame e rettifica in melius del punteggio della prova scritta del concorso in relazione al quesito n. 9; con conseguente condanna in forma specifica delle Amministrazioni resistenti, ognuna per quanto di spettanza, a riesaminare il punteggio di parte ricorrente per i motivi esposti in narrativa, incrementando consequenzialmente il punteggio della prova scritta e, in generale, ad adottare ogni provvedimento opportuno e necessario per la tutela dei diritti della ricorrente.

Giustizia amministrativa202515949

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito della prova scritta e avviso di pubblicazione degli esiti di un concorso pubblico, nella parte relativa al punteggio attribuito alla ricorrente, con particolare riferimento al quesito n. 9

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'esito della prova scritta del concorso pubblico per il reclutamento di personale non dirigenziale destinato ai ruoli del Ministero della Giustizia, nonché gli atti connessi, chiedendo il riesame e la rettifica in melius del punteggio relativo al quesito n. 9 e la conseguente ammissione alle successive fasi della procedura. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di legittimazione processuale del Ministero della Giustizia e hanno chiesto il rigetto del ricorso. Dopo la notifica del ricorso, la Commissione esaminatrice ha proceduto alla ricorrezione della prova, riconoscendo un ulteriore punto alla candidata, composto da 0,75 punti per la risposta corretta e 0,25 punti quale recupero della penalità erroneamente applicata.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Ha respinto l'eccezione di difetto di legittimazione processuale del Ministero della Giustizia, ritenendo che il Ministero sia l'ente presso il quale i vincitori sono destinati a instaurare il rapporto di servizio e che, pertanto, non sia estraneo alla procedura, indipendentemente dall'imputazione degli effetti degli atti impugnati. Ha quindi rilevato che la ricorrezione della prova e l'aggiornamento del punteggio avevano attribuito alla ricorrente il bene della vita richiesto, ossia l'ammissione alle successive fasi della procedura concorsuale. Per tale ragione ha dichiarato cessata la materia del contendere. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione del tempestivo esercizio dell'autotutela da parte dell'Amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Il Tribunale amministrativo regionale può definire il giudizio nel merito, con sentenza in forma semplificata, in sede di decisione della domanda cautelare, una volta verificati i presupposti previsti dalla disposizione.

    La norma ha consentito al TAR di definire immediatamente il giudizio con sentenza semplificata, essendo completi il contraddittorio e l'istruttoria e risultando rispettati i termini processuali.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione modifica o ritira l'atto contestato e attribuisce al ricorrente il bene della vita concretamente richiesto, facendo venir meno l'utilità della decisione sull'impugnazione.
  • Il Ministero presso il quale i vincitori di una procedura concorsuale sono destinati a instaurare il rapporto di servizio non è estraneo al procedimento concorsuale e può essere legittimamente evocato in giudizio, indipendentemente dall'imputazione formale degli effetti degli atti impugnati.
  • La ricorrezione della prova concorsuale e la rettifica del punteggio, quando determinano l'ammissione del candidato alle successive fasi della procedura, soddisfano la pretesa sostanziale azionata e giustificano la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
  • La tempestiva attivazione dell'autotutela amministrativa, che soddisfa la pretesa del ricorrente durante il giudizio, può giustificare la compensazione integrale delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioniValutazione dei titoli e punteggi
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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