Cassazione Penale, Sentenza n. 31545/2023 del 20/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rilevato la sopravvenuta morte dell'imputato il 19 agosto 2022, documentata con certificato di morte depositato dal difensore; per tale causa ha dichiarato l'estinzione del reato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Pertanto le doglianze sostanziali dei motivi di ricorso sono rimaste ininfluenti rispetto all'effetto estintivo della morte e la decisione impugnata è stata cassata senza rinvio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'imputato, tramite difensore, ha proposto ricorso articolato in tre motivi: 1) vizio di violazione di legge ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. b) c.p.p., deducendo errore nel calcolo della pena pecuniaria convertita dalla detenzione (si richiamava la sentenza Corte Costituzionale n.28/2022 che avrebbe ridotto il parametro giornaliero da €250 a €75 e quindi la multa sarebbe dovuta essere €9.000 anziché €30.000); 2) ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. e) c.p.p., contrasto tra motivazione e dispositivo, poiché la motivazione riportava la sospensione della pena come da precedente decisione ma il dispositivo ometteva tale statuizione; 3) violazione di legge e vizio di motivazione per omessa declaratoria di estinzione del reato per prescrizione.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.
Invocato per censurare un presunto vizio di violazione di legge nel calcolo della pena pecuniaria
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Invocato per denunciare il contrasto tra la motivazione e il dispositivo della sentenza impugnata
Sentenza Corte Costituzionale n.28 del 2022
La Corte Costituzionale ha ritenuto eccessiva l'onerosità dell'importo minimo previsto dalla legge di €250 per ogni giorno di pena detentiva e ha indicato di calcolare la conversione sul parametro di €75 previsto per il decreto penale di condanna
Richiamata dal ricorrente quale criterio corretto per il ricalcolo della pena pecuniaria, che avrebbe ridotto la multa da €30.000 a €9.000
Normativa sulla conversione della pena detentiva in pena pecuniaria
La Corte d'Appello aveva convertito la pena detentiva in una multa di €30.000; l'appropriata modalità di calcolo è stata oggetto di contestazione
Regola sull'estinzione del reato per morte dell'imputato
Applicata dalla Corte come causa estintiva: la sopravvenuta morte ha reso necessario annullare senza rinvio la sentenza impugnata
Massime di principio
- La sopravvenuta morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza penale senza rinvio: eventuali questioni processuali o di merito restano in genere irrilevanti una volta accertata l'estinzione.
- Quando interviene una causa estintiva (es. morte), il giudice normalmente non entra nel merito delle censure procedurali o sostanziali, pronunciando l'annullamento o la declaratoria di estinzione; è quindi fondamentale che la parte depositi tempestivamente la documentazione (certificato di morte).
- Le questioni di calcolo della pena pecuniaria devono essere valutate alla luce della giurisprudenza costituzionale e delle regole applicabili al momento del giudizio: una pronuncia della Corte Costituzionale può modificare i parametri di quantificazione ma il suo effetto pratico può essere vanificato da eventi estintivi sopravvenuti.
- Il contrasto tra motivazione e dispositivo è una censura rilevante ai fini dell'impugnazione: se accertato può comportare l'annullamento o la correzione della sentenza, salvo che un fatto sopravvenuto (es. estinzione) ne renda ininfluente l'accertamento.
- In contenziosi penali è opportuno valutare l'opportunità di chiedere misure o decisioni provvisorie (es. sospensione dell'esecuzione) quando sussistono questioni di calcolo della pena o di esecuzione, ma l'effetto di tali misure può essere pregiudicato da eventi sopravvenuti.
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